Matteo Brunati ha una riflessione sulla china di smorzamento del pensiero che stanno seguendo i media classici da un bel po’ di tempo.
Il post, è interessante ma il successivo commento dell’autore lo è di più.

Però io di fronte alla teoria dei media che non fannno pensare mi ritrovo sempre sullo stesso treno di pensieri (gioco di parole non intenzionale..)..

La mia impressione è che la tv (ma anche altri media, la piacioneria di radio e giornali è spesso anche peggio) siano spesso al servizio di un me che non sono io, ovvero la popolazione che se ne frega dei problemi di geopolitica ma ama i servizi su lapo elkann, che non vuole trasmissioni di divulgazione scientifica perché preferisce i reality, che non vuole indagini su chernobyl ( lo sapete che chernobyl non è stato ne’ uno sfortunato incidente ne’ un drammatico esempio dell’insicurezza del nucleare, ma uno scellerato errore causato dai militari?) perché la gente si stufa a seguirle.

Si faceva questo stesso discorso con degli amici di recente, parlando del fatto che i telegiornali hanno una sezione corposa destinata al calcio. Voglio dire, possibile che non ci sia qualcosa di più importante di cui parlare?
E però ha perfettamente senso che parlino di calcio, ai miei occhi, perché è di calcio che la gente vuole sentir parlare.

Come diceva qualcuno, il problema della TV è che è democratica, trasmette quello che la gente vuole vedere.
Ed ovviamente costringe quelli come noi (noi = quelli che si lamentano della tv) a confrontarci con il fatto che la gente non vuole l’informazione. E’ agghiacciante ma è così.

In questo ci sarebbe da lamentarsi della rai in particolarte perché essa non dovrebbe fondare la sua programmazione sull’audience (e, partendo per la tangente: quanti hanno visto non è m@i troppo tardi? è un’ottima idea, ma cavolo una replica alle 04.30 ??).

Si fa l’esempio di report come di una buona trasmissione di inchiesta. Concordo.
Ma anche quella non è immune al.. mh.. populismo sarebbe forse la parola giusta, diciamo utentismo..
Chi si ricorda la puntata di report in cui si trattava dei terribili rischi degli esperimenti del cern che avrebbero potuto distruggere l’universo? Quello era sensazionalismo allo stato puro.

Ora verrebbe da dire: cavolo i media tradizionali sono schiavi del proprio pubblico, si sa.
Ma mi chiedo quanto la blogosfera sia immune a questo problema.. secondo me poco.
Io, tanto per fare la mia parte, un paio di link li spammo:

  • Il portale di linucs, analisi geopolitiche alternative (italiano)
  • Yahoo! HotZone, osservatorio sulle guerre nel mondo(inglese)
  • Oligopoly Watch, news ed analisi sui potentati economici (inglese)
  • Trashfood, randomestrale dedicato all’alimentazione (italiano)

(e se state pensando “ma che me ne frega dell’aspartame!”, state confermando la mia snobistica visione del mondo)

UPDATE:
Matteo risponde