blogosfera, italia, fastidio, media November 9, 2005 10:38 am (Save post)
Matteo Brunati ha una riflessione sulla china di smorzamento del pensiero che stanno seguendo i media classici da un bel po’ di tempo.
Il post, è interessante ma il successivo commento dell’autore lo è di più.
Però io di fronte alla teoria dei media che non fannno pensare mi ritrovo sempre sullo stesso treno di pensieri (gioco di parole non intenzionale..)..
La mia impressione è che la tv (ma anche altri media, la piacioneria di radio e giornali è spesso anche peggio) siano spesso al servizio di un me che non sono io, ovvero la popolazione che se ne frega dei problemi di geopolitica ma ama i servizi su lapo elkann, che non vuole trasmissioni di divulgazione scientifica perché preferisce i reality, che non vuole indagini su chernobyl ( lo sapete che chernobyl non è stato ne’ uno sfortunato incidente ne’ un drammatico esempio dell’insicurezza del nucleare, ma uno scellerato errore causato dai militari?) perché la gente si stufa a seguirle.
Si faceva questo stesso discorso con degli amici di recente, parlando del fatto che i telegiornali hanno una sezione corposa destinata al calcio. Voglio dire, possibile che non ci sia qualcosa di più importante di cui parlare?
E però ha perfettamente senso che parlino di calcio, ai miei occhi, perché è di calcio che la gente vuole sentir parlare.
Come diceva qualcuno, il problema della TV è che è democratica, trasmette quello che la gente vuole vedere.
Ed ovviamente costringe quelli come noi (noi = quelli che si lamentano della tv) a confrontarci con il fatto che la gente non vuole l’informazione. E’ agghiacciante ma è così.
In questo ci sarebbe da lamentarsi della rai in particolarte perché essa non dovrebbe fondare la sua programmazione sull’audience (e, partendo per la tangente: quanti hanno visto non è m@i troppo tardi? è un’ottima idea, ma cavolo una replica alle 04.30 ??).
Si fa l’esempio di report come di una buona trasmissione di inchiesta. Concordo.
Ma anche quella non è immune al.. mh.. populismo sarebbe forse la parola giusta, diciamo utentismo..
Chi si ricorda la puntata di report in cui si trattava dei terribili rischi degli esperimenti del cern che avrebbero potuto distruggere l’universo? Quello era sensazionalismo allo stato puro.
Ora verrebbe da dire: cavolo i media tradizionali sono schiavi del proprio pubblico, si sa.
Ma mi chiedo quanto la blogosfera sia immune a questo problema.. secondo me poco.
Io, tanto per fare la mia parte, un paio di link li spammo:
- Il portale di linucs, analisi geopolitiche alternative (italiano)
- Yahoo! HotZone, osservatorio sulle guerre nel mondo(inglese)
- Oligopoly Watch, news ed analisi sui potentati economici (inglese)
- Trashfood, randomestrale dedicato all’alimentazione (italiano)
(e se state pensando “ma che me ne frega dell’aspartame!”, state confermando la mia snobistica visione del mondo)
UPDATE:
Matteo risponde


Secondo me non è vero che “[la] TV […] trasmette quello che la gente vuole vedere” [e i media in generale], semmai trasmette quello che viene ordinato dai capi di turno (direttori, sottodirettori, diffusori di tangenti, …) a chi deve fare anche ciò che non vorrebbe pur di vivere e far vivere la famiglia.
Se poi questa impersonale ‘gente’ trova più comodo e estraniante — dopo ore di lavoro ‘forzato’ (nel senso che sennò possono pure andare a fare i barboni e mettere in mezzo a una strada moglie|marito e figli) — guardare la de filippi che fa combattere a colpi di ~caschè~ quattro 20-30enni anziché prendersi un patema girando un attimo la testa verso le cose che accadono veramente nel mondo (non c’è bisogno di guardare report, che poi alcune volte è impreciso e sensazionalista come tu stesso affermi, o leggere le allegre avventure del maestro xian, basterebbe veramente fermarsi a casa propria o al limite nel proprio quartiere), tu dimmi come puoi vederlo ‘menefreghista’.
Parlando più chiaramente: a meno di particolari ‘rendite’ o di assoluto disinteresse per il mondo (qualche barbone e qualche asceta) la schiavitù è la condizione umana e pertanto il compromesso tra le proprie idee e il modo con cui poi ci si procaccerà da vivere è la conseguenza naturale. Vuoi levare agli schiavi anche i loro pochi divertimenti? Non è sufficiente che non possano fare VERAMENTE quello che desiderano (nei limiti fisici ovviamente) se vogliono continuare a vivere ‘decentemente’ e mantenere in vita la famiglia a cui si sono più o meno volontariamente incatenati?
Se vuoi che superi la ‘disperazione’ che può trasudare dal post che ho scritto, ti darò la mia soluzione: trovare il modo per consentire a tutti di vivere BENE senza essere costretti a fare cose che ritengono sbagliate. Con l’industrializzazione e la scienza forse ci si poteva arrivare, forse ci si può arrivare addirittura con le conoscenze attuali, ma ancora siamo qui, schiavi (tranni i pochi fortunati e i pochi rinneganti) e sempre più schiavi.
[Altrettanto chi scrive blog: ameno che non sia ‘libero’, lo fa quasi o solo per evadere.]
Comment by abdul — November 23, 2005 @ 3:39 pm