personale, italia April 28, 2006 12:27 am
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Inoltro la domanda , che sarebbe bello ricevesse un sacco di risposte… chi ha avviato o provato ad avviare una nuova società?
Chi di voi ci ha provato? Che risultati ha ottenuto? E quali sono le lezioni apprese?
Rispondete di là, casomai.
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Io ho dei miei amici che ci hanno provato:
gennaio 2004 - creata la startup (consulenza informatica, reti etc)
febbraio 2004 - primi litigi e chiusura
Comment by greenkey — April 28, 2006 @ 8:08 am
Noi di SeeSaw ci stiamo provando. Non possiamo ancora commentare l’esperienza fatta dato il poco tempo che abbiamo dedicato all’attività fino ad ora.
Ho avuto delle discussioni accese con dei colleghi a riguardo delle Startup ‘da cantinari’. L’entusiamo e l’amicizia che lega i fondatori di una startup è sicuramente la benzina che ti può permettere di vincere, ma per non collassare precocemente bisogna avere innanzitutto la traquillità economica. Il nostro sforzo attualmente si sta focalizzando nel trovare il tempo per portare avanti i nostri progetti, continuando ad avere un introito fisso mensile. Credo questo sia un buon punto di partenza, anche se probabilmente non avremo un avvio esplosivo come ci piacerebbe
. A breve sul ns blog inizieremo a mettere degli articoli a riguardo.
We’ll be glad to see your opinion there..
Comment by Paolo Donà — April 28, 2006 @ 8:55 am
lol, in effetti uno dei miei nonni usava spesso il proverbio “le società sono belle in numero dispari, ma tre sono troppi“.
Oddio un mese è davvero poco
Comment by gabriele — April 28, 2006 @ 9:05 am
paolo: scusa il commento era finito nella coda di mdoerazione e non l’avevo visto. Avevo pensato a voi, ed infatti l’ho anche detto a chiaroscuro.
I’m looking forward to read your experience
Comment by gabriele — April 28, 2006 @ 2:07 pm
Ciao Greenkey. Di queste storie ne ho viste tante.
In questo caso perchè è accaduto? Nei casi a cui ho assistito si trattava della mancanza di una vision/mission comune.
eg:
* uno vuole campare di consulenza, l’altro vuole sfondare con un prodotto. entrambi pensano che l’altro non apporti valore
* uno ha in mente di lavorare 8 ore al gg tranquillo, l’altro vuole sbattersi per ingrandirsi
forse è il caso di mettersi d’accordo fin dall’inizio su alcuni punti fondamentali e forse anche di redigere un contratto formale o informale che comprende anche clausole e modalità di uscita dei soci. questo può evitare litigi tra amici in seguito.
Comment by Chiaroscuro — May 2, 2006 @ 9:48 am
Scusa il ritardo.
Il motivo è stato il più banale di tutti, già segnalato al secondo commento da Paolo Donà: i soldi.
Prestiti non restituiti, “ma tanto siamo amici” e robe di questo genere… amicizie rovinate e per fortuna non avevo accettato la loro offerta…
MI avevano offerto infatti di entrare in società con loro, non posso dire di aver rifiutato perchè prevedessi il crollo, ma quasi. Avevo francamente “paura”, oltretutto mi trovavo in una situazione particolarmente bisognosa di stabilità, e sostenevo che ci fosse una nostra inesperienza di fondo che non poteva sostenere nessuna attività.
Scusate se sono stato prolisso, sono OT (non sono startupparo
)
Comment by greenkey — May 2, 2006 @ 12:22 pm
Allora greenkey, nessuna chance di vederti startuppare?
Pensi che con patti chiari all’inizio il disastro si sarebbe potuto evitare?
[ragazzi abbiamo bisogno di un verbo diverso, più lo uso più mi accorgo che startuppare è orribile!]
Comment by Chiaroscuro — May 2, 2006 @ 11:39 pm
per adesso è molto difficile che intraprenda un’avventura del genere… ma ho tempo, ho solo 25 anni e mi aspettano mille altre avventure da fare prima di quella…
Comment by greenkey — May 3, 2006 @ 9:03 am
aperto con amici nel 2000, lasciato il gruppo dopo 3 anni per iniziare una carriera da “solista”.
comunque i rapporti sono rimasti buoni, quando posso passo loro dei lavori e loro fanno lo stesso con me. Semplicemente all’epoca non serviva a loro un consulente ma un programmatore/smanettone tuttofare ed io mi ero stancato del ruolo…
Comment by fullo — May 8, 2006 @ 2:13 pm
fullo: allora intimo a chiaroscuro di romperti le scatole per avere un tuo resoconto su Come Si Fa Una Ditta?
Comment by gabriele — May 9, 2006 @ 4:35 pm
Ciao Fullo, a mia volta ti intimo: Come Si Fa Una Ditta?
Seriamente, ti va di scrivere qualcosa in proposito? puoi scrivere direttamente su codesushi o sul tuo blog e poi ti linko.
Comunque, parlando di guest star, ero passato di qua per fare quello che technicamente si chiama ’shameless plug’..
C’è un’articolo sulle startup scritto da Federico presso
CodeSushi
Comment by Chiaroscuro — May 10, 2006 @ 10:38 pm
fare una ditta è molto semplice, basta andare in ordine da un commercialista e poi da un notaio. Il problema è gestirla, e onestamente dubito che esista la “ricetta miracolosa”
Come per tutto bisogna avere testa, non buttarsi a capofitto in progetti impossibili e strutturarsi un poco per volta. Sapere già cosa si vuole fare “da grandi” aiuta molto e lo stesso è prefissarsi piccoli obiettivi da raggiungere di volta in volta.
Inoltre se lavorate 10h al giorno vi spaventa lasciate perdere e cercate un lavoro da dipendente (meglio se statale). Bisogna tenere conto che in una startup si è in perdita MINIMO per i primi 2 anni (se va benissimo solo per uno) e se va bene inizi a campare bene dal terzo.
Ultima nota, a chi crede che una persona che gestisce l’amministrazione interna (fatturazione, stipendi, etc) non serva perchè “tanto che ci vuole, posso gestire tutto in 10 min al giorno” SBAGLIATE! Se non avete adeguate conoscenza in materia rischiate di fare degli errori che si ripercuoteranno a livello fiscale, senza contare che alla fine quando si stilano i bilanci non si impiegano 10 minuti… ed alla fine le 10h/mese rubate allo sviluppo del vs. prodotto di punta o al vostro miglior cliente per gestire l’amministrazione vi costeranno sicuramente di più che un diplomato con qualche anno di espererienza assunto part-time…
Comment by fullo — May 11, 2006 @ 9:06 am