Tempo libero! Ovvero ho finito gli esami (per ora).
Ora as much nitro as possible e un po di nevow se ce la faccio.
Ma nei tempi morti sto leggiucchiando. Non mi piace comprare libri tecnici, ma O’Reilly mi ha regalato un account safari limitato (ultimo della serie infiniti vantaggi derivanti dalla summer of code) ergo sto abusando del catalogo.
Diciamocela tutta, safari ha una serie di cose al limite dell’insopportabilità ad esempio è possibile vedere solo una sezione (non capitolo, sezione) per volta, non si possono scaricare i pdf senza un account più fico ed altre cosette che avranno pure senso ma rompono.
Purtroppo qualcuno ha notato che safari è una miniera di libri usa e getta, “come le applet cambieranno gli anni ‘90″ ed in generale “impara la tecnologia X che sarà obsoleta/completamente differente tra un anno”. Non dico non siano utili, ben scritti o interessanti, ma preferisco internet liscia per certe cose.
Al contrario “buoni libri”, roba che rimane valida per decenni, come SICP, l’Oz Book, OOSC e quasi tutta la branca della sana vecchia computer science sono quasi completamente assenti.
Grande amarezza dell’Autore per non aver potuto procurarsi a costo zero Object-oriented programming: a unified foundation, bibbia su oggetti con multiple dispatch dal prezzo gargantuesco (mi piace l’aggettivo gargantuesco, capita raramente di poterlo usare in una frase).
In sincerità qualcosa c’è: “The Pragmatic Programmer” (se non l’avete letto vi manca qualcosa), Database in Depth, Code Reading e XP explained , ma insomma, non abbastanza.
Fruga che ti frugo, è venuto fuori questo interessante libello basato fondamentalmente sul Mentat Wiki (e se non avete letto Dune vi manca qualcosa). Ovvero: migliorare la propria mente.
Materia ovviamente sconfinata, ma la collana hacks non cerca di dare manuali dettagliati, bensì di fonire tante piccole chicche. Quindi troviamo metodi per fare calcoli complessi a mente, aumentare la creatività, gestire i problemi e le decisioni, tenersi organizzati ed ovviamente tecniche di memorizzazione.
E su questo punto vorrei riflettere. Il succo delle 4 tecniche esplorate finora è semplice: tira fuori una lista organizzata in qualche modo di cose note. Punti della stanza, numeri, etc. Poi associa a queste cose altre cose che ti ricordi (i.e. ai numeri lettere e alle lettere persone).
Poi, cerca di traumatizzarti in qualche modo il cervello collegando questa roba. Esempio vuoi ricordati che il titolo originale de la “moglie del soldato” è “The Crying Game“.
Immagina: svegliarti con una gnocca a fianco e il fidanzato (soldato alto due metri) irrompe e preso dalla gelosia ti costringe a giocare a monopoli (mentre piangi) minacciando che se perdi ti spara.
Ovviamente per fare le cose bene dovresti comprimere questa cosa in un’immagine nel tuo cervello, e magari anche in una frasetta breve (tagliando congiunzioni articoli et al, occupano spazio).
Meglio che non vi riporti l’esempio con gesù e le cronache di narnia.
Ma il tutto ha una sua logica, e si fonda sul principio che l’abitudine può essere usata costruttivamente, e che ciò che emoziona si ricorda meglio . Ovvero, tutti sappiamo chi è il protagonista di Jenna loves Rocco mentre appunto, quello dell’altro film suddetto no.
Adesso esperimento veloce: ricordate qual’era l’altro film di cui si è parlato? Il titolo in inglese? E la citazione di Kill Bill fatta prima? Fatemi sapere