PDI^2

erasmus come strumento per migliorare l’autostima

personale, erasmus September 28, 2006 2:29 pm (Save post)

Stavo per scrivere “ego booster” ma l’inglese mi sta sempre più sulle scatole. Elenco di frasi udite che carezzano il mio Io italico, udite nell’ultima settimana.

Your english is not so bad (studente finlandese imprecisato)
Your english is quite good (studente tedesco imprecisato)
You speak the best english I’ve ever heard from an italian exchange student (uno dei miei mentor, ovvero ragazzi che per purà pietà umana ci stanno aiutando in tutto. Ok, diciamo che il campione nel quale sono primo non è eccezionale)
Gli italiani hanno successo qui perché capiscono le donne, gli ungheresi non capiscono nulla di donne (altro mentor. Segue espressione perplessa del sottoscritto che non pensa di aver mai capito nulla di donne.)
If you ever come to the US you’d need to kick the girls away (studente del colorado)
Looking at you keeping up on not cheating makes me proud of you (coinquilino. Per la mia dolce metà non anglofona cheating= comportarsi scorrettamente, mettere le corna, whatever)

Il mio palazzo ha 5 piani e per ora ho contato dieci inquilini differenti con magliette dell’italia.

I had a great time in rome (studenti vari)
Your sangria is not bad (spagnola, riguardo il primo secchio)
Your sangria is good (finlandese, riguardo il secondo secchio)
Your sangria is quite good (spagnolo, riguardo il terzo secchio che in realtà era 1L succo d’arancia e 0.75L vino)
il 60% della persone conosciute qui è in grado di parlare o capire l’italiano, e questo include portoghesi, spagnoli, finlandesi, inglesi, canadesi, francesi, tedeschi, americani e ungheresi. Comincia a farsi strada l’idea che “erasmus” sia un antico termine magiaro che significa “andare in un Paese qualunque per parlare italiano”.

Your flat is the best I’ve seen (qualcuno che non ricordo)
I love your balcony! (ungherese)
The one in your flat was the best party till now (portoghese)
You remeber my name and we just talked once for few minutes (finlandese, ammetto la botta di culo nell’averlo azzeccato)
Wow, you remember what I told you two days ago! (francese, ma forse questa cosa va vista negativamente..)
You are an interesting person (alias il miglior complimento che abbia mai ricevuto, da una che si batte un mio coinquilino)
I love him! (un tedesco, a proposito della sua maglietta con la faccia di Bud Spencer in “banana joe”)
I love your T-shirt (praticamente tutti, la maglietta in questione, dono della mia dolce metà, ritrae barney e homer simpson collassati sul bancone di boe/moe e la scritta “two beer or not two beer”)
I love your hair! (una mentor magiaro-cinese, finalmente i miei cavolo di ricci ricevono il giusto riconoscimento).

Per chi si chiedesse l’espressione del sottoscritto dpo una settimana di questa vita, ed il bello è che il 99% di voi, Cari Lettori, non l’ha comunque mai vista prima al momento sono così (foto atta a scoraggiare qualsiasi potenziale rapporto con chi la vede).

spigolature da budapest

personale, erasmus September 21, 2006 4:35 pm (Save post)

  • il portoghese medio parla un inglese eccellente, e capisce l’italiano al 90% senza però che l’italiano medio comprenda una parola quando i portoghesi parlano tra loro
  • il 23 ottobre si celebreranno i 50 anni della rivoluzione ungherese, quando il popolo di budapest scese in piazza per protestare contro il regime comunista, e fu ovviamente azzittito dai mitra. La rivoluzione durò due settimane, il regime ne durò altri 40. Curiosamente, il movimento di protesta prese le mosse iniziali dal politecnico, ovvero dal posto dove sta studiando il sottoscritto, invece che dalla solita facoltà di filosofia o sociologia.
  • a budapest è in atto una mezza rivoluzione, e io me la guardo in diretta dal balcone, perché sta proprio sotto casa mia. Peccato che tornare a casa la notte non sia più una cosa scontata.
  • pare che il politecnico di budapest abbia un piccolo reattore nucleare (??)
  • molti ungheresi hanno fatto italiano a scuola
  • l’ungherese pare essere la terza lingua più difficile al mondo, dopo cinese e (non è certo) un idioma africano. Il sottoscritto è attualmente in grado di ordinare una o più birre e la palinka, l’equivalente locale della grappa o della vodka, ma non sa ancora dire “buona sera”
  • gli abitanti della catalogna vicino alla costa parlano un catalano imbastardito dalle migrazioni, prima dal sud della spagna ed ora dal sud america. I catalani ovviamente soffrono di ciò, facendo l’esempio “vai in un negozio e chiedi una cosa in catalano, e i commessi non sono in grado di capirti”. Il sottoscritto pensa ai filippini che lavorano da san crispino a roma, che non parlano italiano, e capisce intimamente il problema.
  • ad alghero c’è una minoranza linguistica catalana
  • budapest ha reti wifi aperte praticamente ovunque, tranne che a casa mia.
  • 5 birre equivalgono ad uno schnitzel, come valore nutrizionale e capacità di saziare
  • la birra costa effettivamente meno dell’acqua, e non esistono le bottiglie da 33 cl, solo da 50 cl; le sigarette costano meno della metà che in Italia ma i pacchetti spesso ne contengono solo 19.
  • gli iraniani dicono di venire dalla persia
  • gli abitanti della baviera pare abbiano difficoltà a comunicare oralmente con gli altri tedeschi a causa di differenze linguistiche
greets from budapest

personale, erasmus September 9, 2006 11:36 am (Save post)

ok sono vivo, il posto é stupendo, ci sentiamo prossimamente, statemi bene :)

Ancora on language design

programmazione, italia, rubyonrails September 5, 2006 7:12 am (Save post)

In caso ve lo foste perso, Joel Sposky ha scritto una tirata contro l’uso di ruby/rails (ma estensibile a python/twisted, perl/catalyst, smalltalk/seaside, etc/etc). DHH, che tende a innervosirsi con facilità se l’è subito presa.

Vabè, il cuore del discorso non è complesso. Joel fa semplicemente notare l’ovvietà, nessuno sarà licenziato per aver scelto Java.

Sinceramente non riesco a capire perché Joel abbia un seguito messianico, cavolo ha anche un suo subreddit. Dice cose molto sensate ed altre meno, ma non mi pare questo grande divulgatore, boh.

Comunque, nel discorso in questione mi pare che il suo ragionamento sia altamente condivisibile. La cosa simpatica però è come faccia notare che la sua società utilizza un linguaggio sviluppato in casa per lo sviluppo della sua applicazione di punta, il che cozza drasticamente con l’idea che ruby e rails possano non essere maturi. Ma lo fa solo se uno è prevenuto e vuole sostenere la maturità di una piattaforma a tutti i costi, se DHH accendesse la testa un secondo vedrebbe com’è chiaro che le due cose non sono in contraddizione.
Nessuno viene licenziato se sceglie lo stack J2ee o .NET o PHP, ma se è il capo a dire “beh potremmo farci il nostro compilatore” è evidente che ugualmente non viene licenziato nessuno che lo usi. Ed il fatto che J2EE/.NET/PHP siano scelte sicure non significa che debbano sempre essere fatte.

Ovviamente, la classe non è acqua, e la risposta di matz è da incorniciare.

Tornando al discorso dello sviluppo di linguaggi in house sapete che è un argomento che mi piace :) Sembra che Wasabi, il linguaggio fatto da joel, sia una specie di VBScript moderno e con un po’ di integrazione di database.
E con il riferimento di Joel al Dragon Book , che è un po’ IL libro sui compilatori, ho l’occasione per far notare come sia appena uscita la nuova edizione.

Per quel che riguarda lo sviluppo casalingo di compilatori per linguaggi custom, avrei voluto farvi conoscere Quendi, una società italiana che scoprii un anno fa per puro caso e che solo ora mi è tornata in mente. Erano apprezzabili per i riferimenti continui a tolkien, per il fatto che avevano una sezione “ricerca” nel sito e che lavoravano con linguaggi atipici, tra cui due o tre sviluppati da loro stessi.
AFAIR questi erano sviluppati grazie a CAMLP4, uno strumento che permette di creare nuovi linguaggi basati su OCAML tramite preprocessing dei sorgenti.
Vabè, ma ora il sito sembra morto, potete forse recuperarlo con la wayback machine.

Adesso vado, mi attende l’aereo. In caso aveste mancato l’annuncio vi ricordo che ho aggiornato i feed, per favore se non usate http://feeds.feedburner.com/pdi2 aggiornate i vostri aggregatori.

UPDATE:
il sito di quendi.it è tornato online, per chi fosse curioso.

La pratica del Pomodoro

programmazione, personale September 1, 2006 11:45 am (Save post)

Se seguite o avete mai seguito il gruppo XP-it potreste aver sentito parlare della pratica del pomodoro, un’idea sviluppata in XPLabs da integrare nei processi di sviluppo agili (o XP, nello specifico).

Se invece non ne avete mai sentito parlare, in sostanza si tratta di lavorare con un timer da cucina, il che è di per se è una genialata.

Ma siccome oggi ho trovato questo gustoso post di enrico sul pomodoro nel mio aggregatore (e poi l’ho ritrovato in email) ho pensato fosse una cosa carina da segnalare. Tra l’altro ho l’impressione che il pomodoro sia una pratica potenzialmente molto utile nell’ottica dell’XP for 1, cioè del fare programmazione estrema in solitaria, che è una cosa imo interessantissima.

Ah, Caro Lettore, io martedì lascio i patrii confini per finire in ungheria, a budapest, a farmi qualche mese di erasmus.
Giacché passerò i prossimi giorni tra parenti, amici e fidanzata questo potrebbe essere l’ultimo post per un po’ di tempo, quindi stammi bene.

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