programmazione, italia, rubyonrails September 5, 2006 7:12 am (Save post)
In caso ve lo foste perso, Joel Sposky ha scritto una tirata contro l’uso di ruby/rails (ma estensibile a python/twisted, perl/catalyst, smalltalk/seaside, etc/etc). DHH, che tende a innervosirsi con facilità se l’è subito presa.
Vabè, il cuore del discorso non è complesso. Joel fa semplicemente notare l’ovvietà, nessuno sarà licenziato per aver scelto Java.
Sinceramente non riesco a capire perché Joel abbia un seguito messianico, cavolo ha anche un suo subreddit. Dice cose molto sensate ed altre meno, ma non mi pare questo grande divulgatore, boh.
Comunque, nel discorso in questione mi pare che il suo ragionamento sia altamente condivisibile. La cosa simpatica però è come faccia notare che la sua società utilizza un linguaggio sviluppato in casa per lo sviluppo della sua applicazione di punta, il che cozza drasticamente con l’idea che ruby e rails possano non essere maturi. Ma lo fa solo se uno è prevenuto e vuole sostenere la maturità di una piattaforma a tutti i costi, se DHH accendesse la testa un secondo vedrebbe com’è chiaro che le due cose non sono in contraddizione.
Nessuno viene licenziato se sceglie lo stack J2ee o .NET o PHP, ma se è il capo a dire “beh potremmo farci il nostro compilatore” è evidente che ugualmente non viene licenziato nessuno che lo usi. Ed il fatto che J2EE/.NET/PHP siano scelte sicure non significa che debbano sempre essere fatte.
Ovviamente, la classe non è acqua, e la risposta di matz è da incorniciare.
Tornando al discorso dello sviluppo di linguaggi in house sapete che è un argomento che mi piace
Sembra che Wasabi, il linguaggio fatto da joel, sia una specie di VBScript moderno e con un po’ di integrazione di database.
E con il riferimento di Joel al Dragon Book , che è un po’ IL libro sui compilatori, ho l’occasione per far notare come sia appena uscita la nuova edizione.
Per quel che riguarda lo sviluppo casalingo di compilatori per linguaggi custom, avrei voluto farvi conoscere Quendi, una società italiana che scoprii un anno fa per puro caso e che solo ora mi è tornata in mente. Erano apprezzabili per i riferimenti continui a tolkien, per il fatto che avevano una sezione “ricerca” nel sito e che lavoravano con linguaggi atipici, tra cui due o tre sviluppati da loro stessi.
AFAIR questi erano sviluppati grazie a CAMLP4, uno strumento che permette di creare nuovi linguaggi basati su OCAML tramite preprocessing dei sorgenti.
Vabè, ma ora il sito sembra morto, potete forse recuperarlo con la wayback machine.
Adesso vado, mi attende l’aereo. In caso aveste mancato l’annuncio vi ricordo che ho aggiornato i feed, per favore se non usate http://feeds.feedburner.com/pdi2 aggiornate i vostri aggregatori.
UPDATE:
il sito di quendi.it è tornato online, per chi fosse curioso.


Joel è uno che commenta per sentito dire, su cose che neanche conosce.
Comment by Giovanni Corriga — September 5, 2006 @ 9:22 am