Non sono morto. O almeno ancora non me ne sono accorto. Succedono una marea di cose interessanti in italia in questo periodo, lo so, e me le perdo tutte per mancanza di internet.
Tra l’altro se in questo post le z e le y risultano scambiate é perché sto usando la tastiera ungherese. Lo stesso dicasi per l`uso improprio di apici e accentate.

Ad ogni modo volevo usare questo piccolo spazio di tempo per dire due cose che ho reimparato qui.

Sconforto é:

  • stai viaggiando da solo da praga a budapest
  • ed il viaggio é in autobus e dura sette ore
  • e l’orario previsto di arrivo é mezzanotte
  • e sull’autobus proiettano film in ungherese con sottotitoli in ceco
  • e 2/4 dei coinquilini sono ancora a praga
  • e 1/4 é in italia
  • e tutti ritornano dopo qualche giorno
  • e 1/4 é a un concerto goth methal in transilvania
  • e non hai il telefono, perso
  • e non hai il numero di nessuno
  • e tutte le persone di cui conosci l’indirizzo a budapest sono fuori cittá
  • e la tua ragazza viene domani e si aspetta di vivere a casa tua
  • e non hai un soldo
  • e il bancomat impazzisce e non ti da i soldi
  • e budapest é diventata freddissima in questi giorni
  • e per la seconda volta in due mesi sta piovendo
  • e hai le sigarette ma non l’accendino
  • e hai i fiammiferi,ma solo quattro (4)
  • e non hai le chiavi di casa.

Al contrario, conforto sarebbe:

  • la vecchia a cui chiedi da accendere a Brno, e ti regala l’accendino
  • tre tizi che ricordi di aver visto a una festa, di cui non sai neanche il nome, che incontri per strada e ti dicono di andare con loro per la notte
  • i due spagnoli che incontri poco dopo, che stanno andando a ballare,ma ti danno le chiavi di casa loro
  • il coinquilino A. che sta in italia e per la prima volta dal ‘91 si sveglia spontaneamente prima delle 14.00 e risponde al telefono,l’unico numero che ricordi a memoria
  • e ha il numero del padrone di casa
  • ed il padrone di casa viene ad aprirti la porta di domenica mattina, soto la pioggia, e ti dice anche “cavolo,potevi chiamarmi ieri notte”
  • e mentre vai all’aeroporto, in autobus, una bambina ti sorride.