personale, erasmus January 18, 2007 3:25 pm (Save post)
(l’ispirazione del titolo è gentilmente concessa da “aceto, arcobaleno” di erri de luca)
‘T was very hard to be french in new year’s day mi dice l’amico parigino quando siamo per strada, e riesco benissimo a capire il perché: portoghesi e tedeschi sembrano prediligere melodia e parole di “la mamma di zidane..”.
E tutti gioiamo nel notare come sia semplice capire l’italiano per un persona di qualsiasi nazione, se la insulti. Tra l’altro, ho appena scoperto che l’equivalente del nostro “cornuto” in portoghese è “corno” o “cornudo”, con lo stesso significato, mente in francese è “cocu”, credo ancora con significato simile. Ah, che bello essere parte della grande famiglia latina.
O volendo, che bello non fare parte della grande famiglia ugro-finnica, visto che _tutte_ le ungheresi che conosco (tranne una) mettono le corna al fidanzato.
Ora, questo non è necessariamente troppo rilevante, per una serie di motivi. Anzitutto le persone che conosco io sono quelle che orbitano nello stile di vita da rock star degli studenti di scambio. Secondariamente, non tutte le ungheresi che conosco sono fidanzate. Terzo, magari dicono che sono fidanzate ma non è vero, (la teoria prevalente al momento è che dicendo a un ragazzo “sei il mio amante” lui non rompa le scatole riguardo all’altro, e lo stesso vale per l’altro, per cui la ragazza fa quello che gli pare). Quarto, un campione di nemmeno cento persone non è rilevante su una popolazione di 10 milioni.
Ad ogni modo, l’Autore si prende la libertà di generalizzare, forte del fatto che le persone che dicono “non mi piacciono le generalizzazioni” generalmente sono stupide, e non sanno cambiare idea.
Tra l’altro l’italiano è oggetto di una serie sterminata di pregiudizi, spesso riassumibili in sintagmi semplici come “bastardo”, ma questo non vieta al resto del mondo di voler bene a noi che veniamo dal bel paese.
Io, personalmente, continuo ad odiare l’intera popolazione francese, pur continuando ad amare tutti i cugini d’oltralpe che conosco. Peraltro, _tutti_ bisticciano con i propri vicini. I finlandesi prendono in giro gli svedesi dicendo che sono finocchi (con battute pessime del genere “come finge un orgasmo uno svedese?”). i portoghesi fanno battute sugli spagnoli. I catalani fanno battute sugli spagnoli. I brasiliani prendono per il culo i portoghesi dicendo che le donne hanno i baffi e puzzano di baccalà.
Gli ungheresi odiano tutte le nazioni confinanti, per il semplice fatto che nella maggior parte dei casi, erano pezzi di ungheria. La transilvania, ad esempio era tutta in ungheria. La slovacchia era in parte ungheria. Ia polonia era in parte ungheria etc etc. I poveri discendenti di attila si sentono defraudati dei loro eroi (tutti ritengono che liszt venga dalla propria nazione), della loro storia e di un bel pezzo di geografia.
Gli unici con cui intrattengono buoni rapporti sono gli austriaci, che chiamano “cognati”.
A proposito di vicini, i miei sono per lo più anziane placide signore che parlano solo ungherese. ciononostante riusciamo ad intrattenere rapporti di vicinato cordiale, gli chiediamo zucchero e sale e un giorno ci han regalato dei bicchieri.
Ci dicono che dobbiamo metterci il cappello, che fa freddo e sennò ci ammaliamo. E appena tornato qui ne ho incontrata una sulle scale, e mi ha detto “*§ò#çç$è***\/^ùçç italia” che ho interpretato come “ah sei tornato? sei stato in italia?”. Si ci sono stato, e sono tornato il 5 gennaio, ma non lo so come si dice gennaio, provo con january. “Ah, genova?” risponde lei, e io mi interrogo sul cavolo di motivo che abbia portato questa persona a conoscere genova. Voglio dire, è una persona di un’altra generazione, nata e cresciuta dall’altra parte della cortina di ferro, e genova non è firenze o venezia.
No, le dico, roma, “Ah, roma jol jol”. Ah, roma, bene bene. Fra un mese ci torno, e sinceramente no, non va bene bene.


Ahaha gran bel post. Libertine ste ungheresi
Comment by Lawrence Oluyede — January 18, 2007 @ 9:41 pm
Mi chiedo cosa sarà della mia vita quando tornerai definitivamente a Roma, senza i tuoi report ungheresi
Comment by Andrea@BV — January 25, 2007 @ 5:58 pm