personale, blogosfera, fun February 25, 2007 9:42 pm (Save post)
c’è poco da dire riguardo a questo, ma è sempre bello vedere idee vecchissime tornare alla luce. DBSJOP
personale, blogosfera, fun February 25, 2007 9:42 pm (Save post)
c’è poco da dire riguardo a questo, ma è sempre bello vedere idee vecchissime tornare alla luce. DBSJOP
personale, italia 12:02 pm (Save post)
Non servirà a niente, ma continuiamo a provare. Lettera aperta al primo ministro contro il logo it
ruby, java, personale, blogosfera, italia, lettura February 24, 2007 10:50 am (Save post)
Ricomincio ad avere troppe cose da fare e dire, e troppo poco tempo per farlo. Ma cerco di tornare fedele alla mia regola di rispetto per il lettore: meglio pochi post densi che molti leggeri, quantomeno non vi intaso l’aggregatore.
Per cui, le cose su cui riflettere oggi:
italia, fastidio February 22, 2007 9:31 pm (Save post)
Si, è brutto, ed è costato troppo.
Ma sinceramente, Io non sono mai andato su espana.com, france.com, portugal.com, deutschland.com, unitedkingdom.com o magyarorszag.com.
Quindi almeno non mi incazzo pensando a quel che diranno i visitatori stranieri.
UPDATE:
segnalo un ottimo remake di italia.it che riproduce il design con css e xhtml senza tabellacce ed errori di validazione. Accessibile, leggero e fatto in mezza giornata, sigh.
italia, fastidio February 21, 2007 1:57 pm (Save post)
no, scusatemi tanto, ma è una merda, seppure costato poco, solo 80.000 euri. Magari però ci faremo l’occhio.
Si confronti con il cuore tricolore dell’ungheria, che visibilmente era più adatto all’italia.
D’altronde, almeno il nostro nuovo logo è benaugurante.
La Landor, società che l’ha disegnato, in precedenza aveva fatto quelli di Alitalia, Montedison e Sip. Lampanti esempi di affidabilità, serietà e buona gestione.
lettura, fun 1:06 pm (Save post)
Non sono andato in uni.. non mi andava, son rimasto a casa.
Non spostandomi da qui ho l’occasione di notificar chi passa sul mio blog di un dato simpatico: oggi sono un paio di lustri (più qualcosa) dalla nascita di un grand’uomo, i cui libri mi appassionarono anni fa.
(non so quanti punti sono l’omoteleuto nel titolo ed il lipogramma in “e” ma non è stato facile
web February 20, 2007 8:48 pm (Save post)
che bello, mi distraggo per un po’ e Microsoft, AOL e Digg adottano OpenID, mentre phpbb e wordpress ammiccano tramite mod e plugin.
Sono quasi due anni dal mio primo post sull’argomento , che già era dopo parecchio tempo dall’idea originale.. chissà che fra due anni non ci si ritrovi qui senza sistemi antispam, tutti felici ad usare autenticazione openid..
personale, fastidio February 15, 2007 12:55 pm (Save post)
Ovvero, Antonio mi da l’occasione per parlare di ignoranza, che è un argomento che mi piace un sacco. Questo post sarà lunghetto, scusa Caro Lettore, alle brutte puoi saltare la sezione di mezzo
.
Premessa
Il post scatenante parla di come in america ci sia scarsa cultura scientifica, e giustamente si assume che in italia la situazione sia la stessa.
Il punto di Antonio è che è preoccupante che la gente non sappia più ragionare ed altrettanto preoccupante che manchi di nozioni scientifiche di base. Come cavolo si manda avanti un pianeta con gente che pensa che il sole giri intorno alla terra?
Ovviamente io concordo, ma temo che il problema non sia affatto limitato all’ambito scientifico. L’intero pianeta corre allegro verso una generale ignoranza di qualsiasi argomento. Ho parlato poco tempo fa con 3 universitari americani che mi hanno detto uno spettacolare “william blake chi?” in coro. Un po’ come se io non sapessi chi era ugo foscolo (che ammetto di ricordare molto vagamente, da buon ignorante).
Ma no, non me ne frega granché se la gente non ricorda piccolo mondo antico, o se sbaglia i congiuntivi, mi preoccupa l’ignoranza di nozioni e modelli mentali che sono, o dovrebbero, essere importanti a capire il mondo intorno a noi.
Esempi
Prendiamo la storia, esempio bello grosso: il fascismo. Parlate con uno studente a caso e vedrete che è convinto che il problema fosse un gruppetto minuscolo di scemi che presero il potere con la forza in germania ed italia. Non c’è un background sociale o economico. Non c’è l’idea che effettivamente magari qualche decina di milioni di persone potesse effettivamente supportare i regimi nella maggior parte dell’europa.
Ma d’altronde anche voi, provate a ricordarvi cos’è stato il fascismo in europa. Il regime di Franco è facile da ricordare, e Salazar pure, anche se magari non ricordate che durò fino agli anni ‘70. Ma le croci frecciate e il regime dei colonnelli li avete ricordati? Le guardie di ferro ed il regime bulgaro? Le croci di fuoco, il rexismo, le camicie nere inglesi..
Oppure prendiamo l’economia. Non mi aspetto che tutti sappiano cos’è il monetarismo, ma cavolo, provate a verificare se lo studente di cui sopra ha idea di cosa siano debito e deficit, e del perché esistono. Probabilmente già l’idea che i BOT servano allo stato e non siano solo uno strumento per far fare due lire ai risparmiatori sarà uno shock. Terribilmente, forse sarà uno shock scoprire l’esistenza dei titoli di stato.
E non parlo di educazione sessuale, solo perché rientra nello scientifico, ma c’è un sacco di gente che ritiene il salto della quaglia un potente metodo contraccettivo.
Persino la geografia, per quanto pallosa e nozionistica è dannatamente necessaria a capire il mondo. La maggior parte della gente non ha mai visto (o ha dimenticato) una carta del mondo con le superfici corrette (i.e. peters). Provate a chiedere allo studente di cui sopra se l’europa è grande più o meno come il sudamerica, un po’ più piccola, un po’ più grande, e poi fategli notare come abbia solo metà della superficie.
Letteratura ed arti? Lasciamo stare.
Riflessioni
Il problema di fondo (imvho) è che l’educazione è vista solo come mezzo. È la mentalità capitalistic-occidental-protestante, impara l’inglese perché serve a trovare lavoro. Impara il computer perché serve a trovare lavoro. Impara a programmare, perché serve a trovare lavoro. Tieniti aggiornato sulle mode informatiche, ti serve a fare carriera. Leggi Sun Tzu, ti servirà ad avere un argomento di discussione col capo.
L’educazione dovrebbe invece essere fine in se. Impara l’inglese, perché è fico impararlo. Usa il computer perché sei curioso e vuoi capire come funziona. Impara a programmare perché è una soddisfazione scrivere il tuo IRC bot. Impara altro, perché vuoi scoprire modi diversi di fare le cose. Leggi Sun Tzu perché è interessante.
Sorpresa! Me ne son venuto fuori con un’idea talmente buona che l’aveva avuta la signora Montessori (quella delle mille lire nuove, se ve le ricordate) un secolo fa’ (ah, chiedete allo studente di cui sopra chi sia e cosa ha fatto la montessori, tanto non lo saprà sicuramente a meno che non faccia il liceo PSP).
Tempismo perfetto, per parlare della cara vecchietta, perché la Casa del Bambino a San Lorenzo fu aperta proprio 100 anni fa’, tondi tondi, eppure il Metodo non è ancora applicato correttamente se non in realtà molto piccole dove cacchio, funziona alla grande.
Cito da montessori.it:
I bambini desiderano conoscere e sapere, domandano e ricercano, pensano e immaginano perché istintivamente sanno che i fenomeni e i fatti debbono essere spiegati e giustificati e che essi ‘vivono’ e esistono secondo determinate leggi e proprietà
Un metodo educativo sensato porta automaticamente a imparare sia le nozioni che i metodi per tutti i campi del sapere.
Insegnate a un bambino la curiosità.
Diceva de Saint Exupery:
Se vuoi costruire una nave, non radunare uomini per raccogliere il legno e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare infinito.
personale, web, fun February 13, 2007 11:13 am (Save post)
sono di nuovo un normale geek, in un paese a basso contenuto tecnologico, e così mi trovo a leggere come sopravvivere agli zombie su internet.
Ovviamente, il metodo migliore per sopravvivere agli zombie in un paese come l’italia è utilizzare uno dei vecchi castelli, mentre in america bisogna accontentarsi dei mall, significherà qualcosa..
personale, erasmus February 12, 2007 7:24 am (Save post)
L’Autore chiede scusa al Lettore che ha apprezzato i suoi report da budapest, ma sta per tornare nel bel paese.
Il piano finale è stato compiuto con successo quasi completo, incontrando gli amici nel pub preferito, andando poi nella discoteca più scabrosa, effettuando finalmente la pisciata nel danubio che veniva rinviata da settembre e concludendo con la sigaretta sul balcone della casa che lo aveva ospitato negli ultimi mesi.
E lasciatelo dire, la mia città all’alba è favolosa.
Al momento si abusa la connessione ad internet dei ragazzi che gentilmente gli hanno salvato le chiappe ospitandolo per una settimana da quando è stato sfrattato.
E questo è il momento che si sta male, non perché la somma delle ore di sonno dell’ultimo mese è ad una sola cifra, e neanche perché si sta andando via, e neanche perché non si è riuscito a dire ciao a qualche persona cara.
Adesso si soffre per il fatto che a salutarti sono venute molte più persone di quel che credevi, comprese quelle che non avevi mai visto negli ultimi due mesi. Si sta male perché qualcuno ti ha fatto un regalo e non te l’aspettavi, e perché qualcuno che ti aveva detto non ci vedremo mai più a dicembre lo hai visto 5 volte negli ultimi 6 giorni. Perché le persone che credevi più pigre al mondo ti stanno accompagnando all’aeroporto svegliandosi alle 7 del mattino e facendosi un’ora di mezzi, e perché la tua vicina di (ex) casa ti ha incontrato in ascensore e ti ha detto che eri il suo preferito, anche se ti chiamava semplicemente “quello con i capelli lunghi”. Stai male perché le commesse del 24ore davanti casa ti hanno detto “arrivederci”, e perché nell’ultimo giorno hai conosciuto almeno trenta persone che stavano qui sin da settembre, e che ti hanno detto comuqnue che sono tristi perché parti. Perché la prima persona che hai conosciuto qui, e che non avevi più visto ha pianto abbracciandoti e parlandoti in italiano, anche se viene da un paese sperduto della catalogna, ma forse non è vero, è solo che ha parlato col cuore ed a un certo punto la grammatica e il lessico sono solo svolazzi sulla melodia dell’espressione.
Stai male, perché immagini cosa avrebbe potuto essere, è un’amputazione del senso della possibilità. Ma il nero è tale solo perché ha uno sfondo bianco.
E buonanotte, jo eiszakat Caro Lettore, ci si risente in italia.
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