personale, fastidio February 15, 2007 12:55 pm (Save post)
Ovvero, Antonio mi da l’occasione per parlare di ignoranza, che è un argomento che mi piace un sacco. Questo post sarà lunghetto, scusa Caro Lettore, alle brutte puoi saltare la sezione di mezzo
.
Premessa
Il post scatenante parla di come in america ci sia scarsa cultura scientifica, e giustamente si assume che in italia la situazione sia la stessa.
Il punto di Antonio è che è preoccupante che la gente non sappia più ragionare ed altrettanto preoccupante che manchi di nozioni scientifiche di base. Come cavolo si manda avanti un pianeta con gente che pensa che il sole giri intorno alla terra?
Ovviamente io concordo, ma temo che il problema non sia affatto limitato all’ambito scientifico. L’intero pianeta corre allegro verso una generale ignoranza di qualsiasi argomento. Ho parlato poco tempo fa con 3 universitari americani che mi hanno detto uno spettacolare “william blake chi?” in coro. Un po’ come se io non sapessi chi era ugo foscolo (che ammetto di ricordare molto vagamente, da buon ignorante).
Ma no, non me ne frega granché se la gente non ricorda piccolo mondo antico, o se sbaglia i congiuntivi, mi preoccupa l’ignoranza di nozioni e modelli mentali che sono, o dovrebbero, essere importanti a capire il mondo intorno a noi.
Esempi
Prendiamo la storia, esempio bello grosso: il fascismo. Parlate con uno studente a caso e vedrete che è convinto che il problema fosse un gruppetto minuscolo di scemi che presero il potere con la forza in germania ed italia. Non c’è un background sociale o economico. Non c’è l’idea che effettivamente magari qualche decina di milioni di persone potesse effettivamente supportare i regimi nella maggior parte dell’europa.
Ma d’altronde anche voi, provate a ricordarvi cos’è stato il fascismo in europa. Il regime di Franco è facile da ricordare, e Salazar pure, anche se magari non ricordate che durò fino agli anni ‘70. Ma le croci frecciate e il regime dei colonnelli li avete ricordati? Le guardie di ferro ed il regime bulgaro? Le croci di fuoco, il rexismo, le camicie nere inglesi..
Oppure prendiamo l’economia. Non mi aspetto che tutti sappiano cos’è il monetarismo, ma cavolo, provate a verificare se lo studente di cui sopra ha idea di cosa siano debito e deficit, e del perché esistono. Probabilmente già l’idea che i BOT servano allo stato e non siano solo uno strumento per far fare due lire ai risparmiatori sarà uno shock. Terribilmente, forse sarà uno shock scoprire l’esistenza dei titoli di stato.
E non parlo di educazione sessuale, solo perché rientra nello scientifico, ma c’è un sacco di gente che ritiene il salto della quaglia un potente metodo contraccettivo.
Persino la geografia, per quanto pallosa e nozionistica è dannatamente necessaria a capire il mondo. La maggior parte della gente non ha mai visto (o ha dimenticato) una carta del mondo con le superfici corrette (i.e. peters). Provate a chiedere allo studente di cui sopra se l’europa è grande più o meno come il sudamerica, un po’ più piccola, un po’ più grande, e poi fategli notare come abbia solo metà della superficie.
Letteratura ed arti? Lasciamo stare.
Riflessioni
Il problema di fondo (imvho) è che l’educazione è vista solo come mezzo. È la mentalità capitalistic-occidental-protestante, impara l’inglese perché serve a trovare lavoro. Impara il computer perché serve a trovare lavoro. Impara a programmare, perché serve a trovare lavoro. Tieniti aggiornato sulle mode informatiche, ti serve a fare carriera. Leggi Sun Tzu, ti servirà ad avere un argomento di discussione col capo.
L’educazione dovrebbe invece essere fine in se. Impara l’inglese, perché è fico impararlo. Usa il computer perché sei curioso e vuoi capire come funziona. Impara a programmare perché è una soddisfazione scrivere il tuo IRC bot. Impara altro, perché vuoi scoprire modi diversi di fare le cose. Leggi Sun Tzu perché è interessante.
Sorpresa! Me ne son venuto fuori con un’idea talmente buona che l’aveva avuta la signora Montessori (quella delle mille lire nuove, se ve le ricordate) un secolo fa’ (ah, chiedete allo studente di cui sopra chi sia e cosa ha fatto la montessori, tanto non lo saprà sicuramente a meno che non faccia il liceo PSP).
Tempismo perfetto, per parlare della cara vecchietta, perché la Casa del Bambino a San Lorenzo fu aperta proprio 100 anni fa’, tondi tondi, eppure il Metodo non è ancora applicato correttamente se non in realtà molto piccole dove cacchio, funziona alla grande.
Cito da montessori.it:
I bambini desiderano conoscere e sapere, domandano e ricercano, pensano e immaginano perché istintivamente sanno che i fenomeni e i fatti debbono essere spiegati e giustificati e che essi ‘vivono’ e esistono secondo determinate leggi e proprietà
Un metodo educativo sensato porta automaticamente a imparare sia le nozioni che i metodi per tutti i campi del sapere.
Insegnate a un bambino la curiosità.
Diceva de Saint Exupery:
Se vuoi costruire una nave, non radunare uomini per raccogliere il legno e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare infinito.


Davvero un ottimo post…
Di solito l’ignoranza non è un tema che mi incuriosisce ma tu sei riuscito ad interessarmi anche se in realtà alla fine parli di educazione, che in effetti è strettamente collegata.
Confesso la mia ignoranza in storia e geografia, sai che ti dico? Non mi sono mai interessate…
Comment by greenkey — February 15, 2007 @ 7:32 pm
Mi sento un po’ in colpa per la mia ignoranza su alcuni fatti/nomi che hai citato. Il problema dell’educazione secondo me è sta proprio nella motivazione, che quando si è studenti è basata solo sul fatto di passare l’esame o l’interrogazione.
La mia prof di Italiano diceva sempre che avremmo capito dell’occasione di quei tempi solo quando saremmo diventati adulti. Io, infatti, aspetto la pensione per far ritornare quei periodi dove avevi tanto tempo libero.
Ottimo post.
Comment by Gianluca — February 15, 2007 @ 8:31 pm
Bel post. Concordo appieno, e faccio pure un mea culpa: troppe cose non ricordo, non ho approfondito o non trovo voglia/tempo di approfondire (come la differenza tra zuccheri e amidi).
Comment by Ikitt — February 15, 2007 @ 8:41 pm
Nonostante a scuola fossi bravina, ammetto di aver dimenticato una gran fetta di quelle nozioni di cultura generale che ci insegnavano. Non mi appassionavano, studiare era solo il mio dovere. Oggi quel mancato interesse si traduce in ignoranza. Purtroppo.
Comment by EstroVersa — February 16, 2007 @ 12:42 pm
Se ti interessa avevamo portato avanti una discussione in merito anche in questo “vecchio post”: http://www.neropercaso.it/abaco/
Comunque bel post!
Comment by Lawrence Oluyede — February 16, 2007 @ 8:49 pm
grazie dei commenti, e pure io sono nella lista di quelli che non ricordano tante cose perché non aveva interesse, solo che cerco di incolpare gli altri per questa mia mancanza
Lawrence: si l’avevo letto, bel thread, non ho risposto perché c’erano un sacco di cosine (tu che parli di divisione ‘italiana’ tra umanisti e tecnici, il riferimento all’antroposofismo, deelan che parafrasa sant’agostino..) sui quali volevo commentare, poi mi veniva troppo lungo e non avevo tempo, quindi ho evitato
Comment by gabriele — February 17, 2007 @ 3:21 pm
la motivazione ad apprendere cambia di pari passo con la crescita,credo sia una cosa normale,direi fisiologica ma forse esagero.
adesso puoi maledire maestra e/o media per le mancanze che ti hanno fatto avere quando eri un bambino,appunto solo adesso che sei cresciuto.
la radice del problema è la tua mancanza di motivazione o la mancata spinta(o la spinta sbagliata) alla motivazione da parte di maestre/media/società?
si può insegnare ad avere curiosità,ma avere effetti negativi,solo perchè non si può imporre.questa però non è una risposta alla mia domanda…
Comment by Elena — February 17, 2007 @ 8:15 pm
( un secolo fa’ // 100 anni fa’ )
*grin*
Comment by pp — February 19, 2007 @ 10:52 am
pp: era una scelta stilistica ;P
elena: non maledico i miei insegnanti, in media sono stati buoni. E imo la tua domanda è mal posta, se parti dal principio che la motivazione di default esiste può essere colpa solo di chi la soffoca. Che poi indirettamente non è neanche colpa diretta dell’insegnate, ma del sistema che lo ha formato ad insegnare in un certo modo (e che lo rende un frustrato incapace di comunicare, a volte).
Comment by gabriele — February 20, 2007 @ 11:41 am
Curioso che in un post dedicato alla cultura di base si trovi un errore di ortografia! Ricordavo infatti (e wikipedia conferma) che “fa’” stesse per “fai”, voce del verbo fare, mentre in locuzioni come “un secolo fa” è un avverbio e quindi non va apostrofato.
Interessante comunque (come sempre) il tema trattata dal tuo post!
Senza presunzione,
Peppe
Comment by peppe — February 20, 2007 @ 2:17 pm
peppe: lol, si è un errore fantastico
Io ricordavo che “su fa su ma e su sta l’accento non ci va”, ma mi pareva di ricordare che ci volesse l’apostrofo per distinguerlo dalla terza persona del verbo fare.
Lascio sbagliato il post come monito per il futuro, grazie
Comment by gabriele — February 20, 2007 @ 2:29 pm
Bel post e grande chiusura..il commento di de Saint Exupery mi ha messo i brividi!
Comment by Stefano — February 23, 2007 @ 4:29 pm
grazie del complimento, e concordo col giudizio sul commento, è una delle mie citazioni preferite
Comment by gabriele — February 23, 2007 @ 7:59 pm
capisco la tua visione “cognitivista” della motivazione,ma non la condivido del tutto.
è vero che spesso l’insegnante è frustrato o incapace di trasmettere le proprie conoscenze in modo costruttivo e nel contempo di far crescere curiosità e “motivazione” nel bambino… ma a volte si trova di fronte ad un bambino che non ha voglia,nè motivazione.
dipende da che punto di vista dal quale parti,ma davvero siamo tutti uguali?abbiamo abilità e caratteristiche intellettive di default?
Comment by Elena — February 25, 2007 @ 8:19 am
spezzetto commenti perchè sono una smemorata anche nell’ordine dei pensieri :p
in ogni caso… penso sia pure possibile che ci siano caratteristiche di default,ma dopo c’è un potenziale.. possiamo essere qualcosa,ma non è detto che ci riusciremo,o che siamo destinati a riuscirci.
a volte malediciamo l’insegnante/sistema/società/media.. a volte il bambino non motivato,o potenzialmente motivato
Comment by Elena — February 25, 2007 @ 11:02 am
per peppe: fa va apostrofato solo per l’elisione della i alla seconda persona singolare dell’imperativo fa’= fai
Comment by marina — March 27, 2007 @ 9:07 am
At last, soemnoe comes up with the “right” answer!
Comment by Demelza — October 5, 2011 @ 11:04 pm