lettura March 21, 2007 9:10 pm (Save post)
Ritratto il mio giudizio preliminare su Snow Crash (due righe, verso la fine).
Il libro inizia in modo volutamente iperesagerato e demenzialmente ironico (il personaggio principale che si chiama Hiro Protagonist e sfoggia carte da visita con su scritto Freelance Hacker & Miglior Spadaccino Del Mondo”, lo Zio Enzo presidente della megacorporazione nota come Mafia che gestisce gli stati autonomi di Nova Sicilia etc..) ma la carica satirica finisce in poche pagine, e lascia spazio a un testo più classico.
Ci sono tutti i crismi del cyberpunk, le megacorporazioni, la dissoluzione degli stati nazionalistici novecenteschi, il megamagnate delle telecomunicazioni, le IA, wikipedi^Wla mega libreria online dove c’è tutto e la realtà virtuale alternativa.
Stephenson sa scrivere, e il libro prende ritmo man mano che si va avanti, e pian piano che escono fuori riferimenti ai sumeri, a babele e alla qabbalah.
Sono un geek, NGE & Eymerich & il pendolo di foucalt mi hanno reso ricettivo a certi input, quindi passo allegramente sopra alle falle di realismo, ma in generale la trama si regge.
All’autore perdoniamo anche le eventuali marchette, come i dettagli sessuali superflui, o il citare gratuitamente FORTH, Lisp e perl.
Lo facciamo in virtù di spezzoni come
“why, exactly, is Marduk handling Hammurabi a one and a zero in this pictures?” Hiro asks
“They were emblems of royal power”, the Librarian says.
Crediamo quindi in una genuina geek’ezza dell’autore, specie dopo aver letto la postfazione in cui spiega che sa quali siano le parole nascoste dietro B.I.O.S. , ma che secondo lui avrebbe avuto molto più senso si chiamasse Basic Integrated Operating System.
Mi trovo d’accordo, e mi lancio nella lettura di Cryptonomicon, che pare essere molto più gustoso, non so bene se per lo script in perl a pagina 240, perché Bruce Schneier ha inventato un cifrario carta & penna robusto per il libro, o perché uno dei personaggi è alan turing.


Attenzione, il commento che segue, è fortemente di parte, e non ha nessuna presunzione di parzialità, equidistanza, whatever.
In questo commento, comunque sagace e acuto, manca a mio avviso, un elemento fondamentale, specie quando si giudica un libro (o un film, per quello che vale).
Il contesto storico.
Senza il contesto storico, si può banalizzare tutto, anche shakespeare, come dire: “ho finalmente letto Romeo and Juliet. Vabbè è poi la solita storia dell’amore impossibile, voglio dire, allora anche i Promessi sposi”. Si, ma i promessi sposi Manzoni l’ha scritto duecento anni dopo.
Snowcrash l’ho letto quando è arrivato in italia (1995? giù di lì) e ti assicuro che per quegli anni è (stato) eccezionale: non è già più cyberpunk, è oltre, e sopratutto, non me ne vogliano i suoi fan, è un autore che sa scrivere parecchio bene, ed è una spanna sopra gli autori cyberpank, compreso Gibson, che ha tanti pregi, ma non è e non sarà mai una penna eccelsa.
Insomma, a me, il buon Neal, mi è piaciuto tanto, ho divorato snowcrash (che trovo un libro eccezionale - e per gli anni in cui uscito era tutto tranne che “ovvio, ammiccante e paraculo” come un pò con eccesso di noblesse obblige si legge tra le righe del tuo commento - senza cattiveria eh, è quello che ci ho percepito), ho trovato geniale cryptonomicon e molto belli anche gli altri libri del nostro, scritti sotto lo pseudonimo Stephen Bury (interface e cobweb, si trovano). Mi è piaciuto meno l’era del diamante, e non ho ancora avuto occasione di leggere quicksilver/argento vivo.
Ma snowcrash rimane a mio gusto, uno di quei libri che considero imperdibili, e non (solo) per il contenuto di geekness.
Comment by tannoiser — March 21, 2007 @ 9:35 pm
hai straragione, e grazie del commento bello ricco.
Lungi da me sostenere che è ovvio, quando dico che ci sono argomenti “classici” non è un giudizio ma un’osservazione.
Per esempio il metaverso è un argomento quasi standard, ma a me il modo in cui l’ha trattato stephenson è piaciuto un sacco (i.e. il calcolo delle collisioni che non si fa nella strada principale per non sovraccaricare il sistema è un dettaglio fantastico)
Sono è vero convinto che a tratti sia paraculo, ma se non ho detto che ho divorato il libro è solo perché leggendolo in inglese ho faticato un po’
Comment by gabriele — March 22, 2007 @ 12:52 am
Anch’io ho letto Snowcrash tantissimi anni fa. E’ carino e ci sono tante idee originali; ma non si può negare che lo stile è indeciso. Non si capisce se vuole essere serio o faceto. Tutta questa storia iniziale del guerriero della strada che poi salta fuori che è il fattorino delle pizze…. andiamo!!!
Non sono assolutamente d’accordo con Tannoiser. La raccolta “Burning Chrome” e la prima trilogia di Gibson (Neuromancer, Count Zero, Mona Lisa Overdrive) sono un ordine di grandezza meglio di Snowcrash. Perché sono scritti in uno stile consistente, perché ha inventato un genere, perché ha inventato un mondo fantastico consistente, popolato da personaggi indimenticabili (The Finn: “promise that when this is over, you’ll destroy this thing!”)
E’ vero che dopo questi 4 libri Gibson ha perso la sua vena; e che Stephenson con Cryptonomicon invece ha acquistato la sua! Secondo me Cryptonomicon è un ordine di grandezza meglio di Snowcrash. E Quicksilver resta all’altezza. Non mi sono ancora deciso a finire Confusion…
Sono disposto ad ammettere che si possa restare particolarmente legati alla lettura che per prima ti ha dischiuso il mondo cyberpunk. Per me è stato “Mona Lisa”… quasi non riuscivo a capire il linguaggio. Ma resto convinto che i primi 4 di Gibson sono meglio!
Un paio di note: raga, leggeteli in inglese… le traduzioni vanno dallo scadente al pessimo! Per dirne una, secondo Stephenson il BIOS è il “Built-In Operating System”! E converrete che ha ragione, è molto più sensato che “Basic Input-Output System.”
E non dimentichiamo che Stephenson è un vero Geek. Ai miei studenti di Sistemi Operativi dico sempre di andare a leggere “In The Beginning Was The Command Line”…
Un ultimo consiglio: prima di leggere Cryptonomicon, leggi — se già non l’hai letto — la biografia di Turing di Hodges. E’ molto bella, e Cryptonomicon è uno dei tanti libri che ha ispirato.
Comment by Matteo — March 22, 2007 @ 7:40 pm
Caro Matteo, ovviamente su i gusti non si discute. l’unico appunto, da appasionato di genere, quale tu mi pare sia, che mi permetto di fare è: quanto c’era di nuovo in burning chrome e quanto c’era di nuovo in un certo signor Dick? A parte la consapevolezza di genere, Gibson, Sterling, e compagnia cantante scrivono quello che P.K. Dick, scrive anni prima…
Personalmente, ma appunto, gusti, degli autori cyberpunk, pure apprezzando moltissimo Gibson e Sterling, ho trovato molto più capace altra gente, come la bravissima Pat Cadigan, o l’immenso Rudy Rucker, per dirne un paio.
In realtà sono grato al cyberpunk perchè in un qualche modo, ha (ri)dato dignità al genere letterario SF, e questo è solo bene. Poi appunto, gusti. Detesto cordialmente Heinlein, per molti autore geniale, adoro Brian Aldiss, un’altro a cui il cyberpunk deve davvero tanto, amo il classico come il nuovo.
L’importante è che abbiamo da leggere roba buona!
- in realtà in questo momento sto leggendo “100 lavori orrendi”, ma vabbè ci siamo capiti.
Comment by tannoiser — March 22, 2007 @ 10:11 pm
en passant: io ho letto prima Gibson e Sterling, compreso mirrorshades, di Stephenson, nonostante questo, letterariamente, il mio gusto è stato più stimolato dall’ultimo che dai primi, pur riconoscendone il valore, anche di innovatori di genere. Non so, forse è dipeso dal fatto che avevo un background di fantascienza, o solo sensibilità personali. Rileggendo il tuo commento mi pare che tu abbia intuito il contrario.
Comment by tannoiser — March 22, 2007 @ 10:15 pm