Ritratto il mio giudizio preliminare su Snow Crash (due righe, verso la fine).

Il libro inizia in modo volutamente iperesagerato e demenzialmente ironico (il personaggio principale che si chiama Hiro Protagonist e sfoggia carte da visita con su scritto Freelance Hacker & Miglior Spadaccino Del Mondo”, lo Zio Enzo presidente della megacorporazione nota come Mafia che gestisce gli stati autonomi di Nova Sicilia etc..) ma la carica satirica finisce in poche pagine, e lascia spazio a un testo più classico.

Ci sono tutti i crismi del cyberpunk, le megacorporazioni, la dissoluzione degli stati nazionalistici novecenteschi, il megamagnate delle telecomunicazioni, le IA, wikipedi^Wla mega libreria online dove c’è tutto e la realtà virtuale alternativa.

Stephenson sa scrivere, e il libro prende ritmo man mano che si va avanti, e pian piano che escono fuori riferimenti ai sumeri, a babele e alla qabbalah.
Sono un geek, NGE & Eymerich & il pendolo di foucalt mi hanno reso ricettivo a certi input, quindi passo allegramente sopra alle falle di realismo, ma in generale la trama si regge.

All’autore perdoniamo anche le eventuali marchette, come i dettagli sessuali superflui, o il citare gratuitamente FORTH, Lisp e perl.

Lo facciamo in virtù di spezzoni come

“why, exactly, is Marduk handling Hammurabi a one and a zero in this pictures?” Hiro asks
“They were emblems of royal power”, the Librarian says.

Crediamo quindi in una genuina geek’ezza dell’autore, specie dopo aver letto la postfazione in cui spiega che sa quali siano le parole nascoste dietro B.I.O.S. , ma che secondo lui avrebbe avuto molto più senso si chiamasse Basic Integrated Operating System.

Mi trovo d’accordo, e mi lancio nella lettura di Cryptonomicon, che pare essere molto più gustoso, non so bene se per lo script in perl a pagina 240, perché Bruce Schneier ha inventato un cifrario carta & penna robusto per il libro, o perché uno dei personaggi è alan turing.