programmazione, personale, blogosfera May 8, 2007 6:24 pm (Save post)
Vi invito a leggere il bel post di antirez sui grandi problemi dell’informatica.
I punti che presenta lui sono tutti stravalidi e condivisibili, ma tanto per alimentare la discussione, ho pensato a qualcos’altro.
- Riuso nel software. Anni di fallimenti dell’ ingegneria del software ci hanno portato all’idea che il riuso è sopravvalutato, che spesso non conviene o che non è neanche teoricamente fattibile.
In pratica abbiamo deciso che siccome è difficile trovare pezzi compatibili, e non abbiamo cacciaviti & saldatori adatti, allora conviene ricostruire ogni televisore da zero. È necessario per me trovare strumenti che permettano di superare questa situazione definitivamente. - Sicurezza e affidabilità. La sicurezza deve diventare un assioma nello sviluppo di sistemi complessi, non è possibile che si continui ad affidarsi all’audit di codice C alla ricerca di puntatori smarriti, o che si continuino ad usare approcci alla sicurezza vecchi di vari decenni (su anyone?), specialmente nell’ottica di sistemi che diventano sempre più paralleli e distribuiti.
La soluzione non deve essere nell’avere uno sviluppatore “bravo”, ma nell’usare sistemi che non permettano errori. Link interessanti: E, Vault e Singularity.
Due link da microsoft, fa ridere no?
- Accessibilità. Purtroppo non esiste un modo per levare quel dannato CAPTCHA ottico da blogsome, e non sapete quanto mi da fastidio. Man mano che l’informatica progredisce e l’esperienza dell’utente si fa più ricca c’è bisogno di prestare sempre più attenzione a non escludere chi ha problemi senso/motori. Anche qui, la mia opinione è che ci sarebbe bisogno di un’approccio infrastrutturale al problema, perché non ci si può affidare al solo buon senso degli sviluppatori. Purtroppo su questo argomento, non ho idea di quali soluzioni siano state ipotizzate o sperimentate.
- Abbattere la barriera tra sviluppatore e utente.
Se pensate alla letteratura il problema è chiaro: siamo nel medioevo dell’informatica.
Alcuni di noi hanno le capacità di leggere e scrivere (codice), alcuni sono in grado di usare quello che scriviamo, e altri non sanno fare neanche quello.
Per i terzi si tratta di ridurre la barriera d’ingresso, e di alfabetizzare.
Per i secondi si tratta di raggiungere lo stato attuale della scrittura: non ci sono tanti Umberto Eco, ma la maggior parte della popolazione alfabetizzata è in grado di scrivere una lettera, per quanto sgrammaticata e formalmente bruttina.
Sistemi come Yahoo! Pipes sono interessanti per questo motivo: permettono all’utente comune di sviluppare una microapplicazione, gli permettono di scrivere una forma di software senza neanche rendersi conto che lo stanno facendo. Non so come questo potrà diventare un approccio di massa, ma sono speranzoso.
Se avete qualcosa da dire, commentate o postate sul vostro blog, è un argomento decisamente interessante, imo.

