warning: il post contiene riferimenti gratuiti agli anni ‘80 e probabilmente ripetizioni di cose che l’Autore ha già detto.
Egli inoltre plagierà numerose fonti, ed in assenza di uno strumento che permetta di effettuare link con espressioni xpath a parti arbitrarie di una pagina XHTML, si limiterà a fornire degli indizi ove ne abbia coscienza. La lettura è sconsigliata a chi non ami le interrelazioni potenziali

Circolo correlativo transmediatico
Stamane mi son ritrovato di fronte al tutto già detto, tutto già fatto.
7000 anni di storia sono parecchi, suvvia, come credere che quel che si fa o si dice non sia già stato detto? Quel che si scrive è sempre un esercizio di stile[1,queneau] . Andiamo alla trattazione.

Lettore, tu vivi nel mio stesso intervallo storico, ergo dovrai ricordare, o spero di poterti ricordare, The Monkey.
Questo cartone animato narrava della scimmia Gokò, che aveva una nuvola volante e un bastone estensibile ed era incredibilmente potente. La scimmia era nata da una roccia ed aveva commesso dei crimini per cui Buddha l’aveva punita ed essa aveva iniziato un viaggio verso l’india insieme ad un monaco (che in italiano si chiamava Prete Gianni, tienilo a mente), un maiale, un minatore e una specie di scimmietta femmina rosa che in realtà era una principessa mal disegnata.

Ora fin da piccolo io ho trovato delle somiglianze inquietanti con Star Zinger, per il fatto che il protagonista avesse la stessa fascetta sulla testa, un attrezzo volante e un bastone che si allungava. Certo starzinger era un cartone ambientato nello spazio, ma c’erano 4 personaggi, uno grasso che potremmo considerare maiale, e una principessa.

Anni dopo, arrivato Dragon Ball in italia, i miei sospetti si son fatti vieppiù fondati. Goku, nuvola, bastone, E ritroviamo anche il maiale e Bulma, che per quanto non sia principesca è almeno femmina.

La scoperta di Saiyuki, su MTV è stato l’ultimo tassello. 4 protagonisti, monaco buddista, personaggio di nome Goku con fascetta sulla testa identica e che viene chiamato scimmia regolarmente.

A questo punto dovevo indagare, e ho scoperto Viaggio ad Occidente, che è uno dei romanzi fondamentali della letteratura cinese, e che parla, sostanzialmente di una scimmietta, che viene punita da buddha, e finisce per fare questo viaggio verso l’india con il monaco Sanzo, un semidio suinesco ed un altro con una pala magica. Credo che abbia un’importanza letteraria al livello dell’Orland Furioso. Su questo torneremo.

Viaggio ad Occidente ha una dozzina di livelli di lettura diversi, dalla favola al testo iniziatico al religioso al mitologico. I cartoni animati che ne sono derivati ovviamente sono differenti ma condividono l’idea principale, prova evidente che quel che dovevamo dire l’abbiamo detto, possiamo ricamarci intorno, ma le storie son sempre quelle.

Lui incontra lei, lui ama lei, lui cambia stato sociale[2,AntZ], è la tipologia più diffusa, da quando lui cresce, lui affronta prova, lui diventa uomo ha perso mordente, ma in fondo sono 5 o 6 tipologie standard.

Sulla seconda tipologia, vorrei ricordare come il racconto di gilgamesh sia stato reintepretato una dozzina di volte in chiave fantascientifica, oltre ad aver dato idee per omero, la bibbia e qualche altra piccola publicazione di quel tipo.
E parlando di omero, cavolo, abbiamo Borges, che ebbe a dire “sono io omero”, nella convinzione che tutti gli scrittori sono in realtà lo stesso. E tutte le biblioteche sono in realtà la stessa, essendo connesse attraverso lo spazio-B[2.71828182845905].

Torniamo a Orlando. Quello che forse non sapete è che anche questo non è altro che un misero tentativo di succhiare successo da un’idea, la Chanson de Roland, che ne aveva già avuto, e da cui sono derivati più sequel che dal silenzio degli innocenti.

A questo punto, il postmodernista che vi sta crescendo dentro non può non vedere la correlazione tra il Roland francese ed il Roland inglese.
E come può l’Autore, kingista d’annata non pensare alla torre nera?
A quello stephen king che nella torre nera mette tutto quello che esiste di post moderno, le citazioni da akira kurosawa, il gioco linguistico, la mise en abime.

E una volta che parli di stephen king ti tocca collegare dylan dog, perché la Bonelli è la più grossa macchina da citazione/plagio che esista al mondo e da king ha preso a piene mani.

E chi è il fan più famoso dell’indagatore dell’incubo? Esatto, Umberto-erto-erto-erto Eco [3, horropoppin], che forse tra gli autori italiani viventi è il più postmoderno.

E indovinate chi ricompare nel suo romanzo Baudolino? Sfortunatamente non è la scimmietta, ma il Prete Gianni, che è già parecchio e mi permette di chiudere il cerchio e saltarne fuori.

Che cavolo stai dicendo
Sto parlando di internet, che altro. Del labirinto informativo.
Questo edificio, caratterizzato da un intrico di stanze e corridoi, rappresenta infatti perfettamente la complessità e la magmaticità del mondo contemporaneo
La reazione degli individui che prendono coscienza di questa realtà si manifesta in due opposti atteggiamenti: la “resa al labirinto” e la “sfida al labirinto”[4], e come il filosofo, penso che nulla può essere comunicato attraverso l’arte della scrittura[5], ma vale la pena di insistere nello scrivere e leggere, nel portare avanti la sfida.
Non per orgoglio, né per speranza riaccesa alla vista della meta,
ma per la gioia d’aver visto una fine[6], anche se a volte si perde la strada.

La ricerca della verità è fatta anche di questi episodi, l’importante è non scoraggiarsi ed avere sempre l’umiltà di riconoscere i propri errori e la forza per continuare a cercare[7].
To strive, to seek, to find, and not to yield[8].

Ed esprimersi, perché il mondo è grosso e non lo capisco, e quando parlo non mi nota. Ma la prossima volta mi vedrà[9]!