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Spigolature da Berlino: Muri, Palazzi, Strade

personale August 24, 2007 10:12 am (Save post)

Berlino è la capitale della germania, ed era divisa in due da un muro.

Solo che non è esatto. La mia infanzia sotto la guerra tiepida aveva l’idea della città spaccata in verticale da una parete di cemento, dove la gente non poteva passare da un lato all’altro,
Idea sbagliata, imprecisa.

Perché la città libera immaginata, berlino ovest, era una ciste dentro la repubblica democratica, con il muro intorno. Che è ben diverso dal di qua e di là di un confine, è il dentro e fuori di un assedio.

Ma le idee cercano un modo per sopravvivere, si semplificano e cercano di attaccarsi a qualcosa di familiare dentro le nostre teste, e si banalizzano cercando di non creare troppi casini.

Per cui tu stai lì e pensi a Berlino, riunificata testa della nazione tedesca, che prima aveva un muro in mezzo.

E invece dovresti pensare a un racconto di fantascienza, un ucronia o distopia in cui lo scrittore pensa di chiudere un’intera città, anzi quasi tutta, dentro un muro, e di produrre in serie i pezzi per costruirlo.
Cavolo bell’idea, vedremo se l’intreccio vale la premessa, anche se era meglio quella del metodo industriale per ammazzare persone sgradite.

E a Berlino, città unita, ti trovi a guardare le reliquie laiche che sono i pezzi del muro, e a leggere le scritte che ci son sopra. Distanti anni luce da quelle dell’89, ma che qualcosa dovranno pur significare.
Poco fa ero arrabbiato, perché non sono riuscito a prendere i soldi al bancomat, ora sto davanti a un confine dove la gente è morta cercando di attraversare, ma se arrivasse di qua troverebbe solo turisti.

Berlino, città del mondo, appartiene meno ai tedeschi di colonia, amburgo, bonn. È un posto del mondo, e come dentro San Pietro, ti puoi confessare in qualsiasi lingua. Berlino si trova a Berlino, ma è un dettaglio.

E il turista che sovrascrive reperti con la vernice spesso azzecca il pensiero importante, che fa guardare un po’ più in là. I bambini probabilmente ci hanno giocato, contro quel muro, e il che ci ridate il pallone? a pennarello non è uno sfregio, è storia interattiva.

Poi certo, accanto a Berlino, città di idee, c’è Berlino, città di mattoni e persone.
Il muro non è niente, i megacondomini della DDR sono un scco più interessanti. In ungheria dicono che hanno anche un odore particolare, i palazzi così.
Alexanderplatz, che la nostra guida del ‘92 descrive come misero fallimento della pianificazione sovietica, sarà stata una bella canzone, ma è una visione triste, e la torre della televisione non sai se giudicarla una mostruosità o un colpo di genio dadaista.

La porta di brandeburgo è il monumento più inutile al mondo, e alexanderplatz è deludente, ma il reichstag rinnovato è una figata ed è un bel simbolo di come sia la città adesso.

Una città antica, con un germe di modernità che gli fa spuntare colossi in vetro e ferro ovunque, che fa passare una linea ferroviaria sopraelevata tra due musei, pratico orrore paesaggistico, e fa si che negli spazi in disuso nascano miriadi di locali.

La città vive, si vede, si sente, ma vive col sangue donato da italiani e turchi, e il dubbio non è se mangiare un wurstel o un pretzel, ma se preferire il kebab alla pizza.

D’altronde ogni nazione offre quel che può, e se i dollari e i musici statunitensi son sempre benvenuti non si dice di no alle puttane slave, legalizzate in strada (e qui vacilla la mia contrarietà alla legge Merlin: la strafiga che batte ok, ma quando comincia a insistere facendoti gli occhi dolci, sapendo che può adescare quanto vuole… temo che finirei per mangiarmi due stipendi al mese).

La città sarà pure tedesca, da qualche parte, ma le gnocche vestite da guardia americosovietica che si fanno le foto a checkpoint charlie sono uguali ai centurioni sotto il colosseo, fenotipo della civiltà turistica, penso. E il fatto che lì accanto ci sia uno starbucks, tipico locale italiano di origine americana che vende una bevanda araba, pare quasi fatto apposta.

ritorno alla vita reale

personale 8:48 am (Save post)

Caro Lettore, questo piccolo piccolo post serve a dirti che il giro per l’europa non mi ha leso in modo tale da impedirmi di usare una tastiera.

Fra un po’ ti racconto qualcosa di più su quel che ho visto e imparato, ma ci tenevo a dirti che a 27 anni compiuti (in vacanza) sono ancora in grado di stare in giro tre settimane passando una decina di confini diversi, dormendo dove capita e nutrendomi approssimativamente.

Alla faccia di OpenNova e delle tariffe dei treni, che mi vorrebbero adulto a 25.

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