personale, blogosfera September 1, 2007 1:15 pm (Save post)
Stamattna ho scoperto un link in ingresso da pseudotecnico, che pensava avessi applicato lo spoil system alla categoria weblog di DMOZ, per fortuna non è così ![]()
Da lì sono passato a dario salvelli che parla di anacronismo di dmoz, sollevando due punti: l’inadeguatezza di una tassonomia come quella di dmoz nel classificare i blog, e il problema di avere degli editor.
Siccome ho idee a riguardo, le butto qui.
La tassonomia usata da dmoz è disfunzionale, concordo. Ciò accade perché i blogger, per loro natura, tendono a parlare di quello che cavolo vogliono, e a non rimanere all’interno di una categoria precisa. Anche nella categoria che edito io, parecchi blog sono al limite dell’accettabilità e dovrebbero essere reindirizzati altrove.
In particolare, e questo l’ho già detto una dozzina di volte ma repetita iuvant, i blogger italici tendono ad appartenere al 99% alla categoria blogosfera/web2.0/politica/propri-falli.
Una veloce scorsa al vostro aggregatore potrà confermarvi che i blog veramente tematici sono ben pochi, ed in particolare appartengono quasi sempre a
- nanopublisher
- SEO/SEM
- esperti di marketing
Il resto delle persone, per dmoz, va a finire nei grandi calderoni come Notizie e Media/Weblog o Internet/Comunicare/Weblog, il che significa che gli editor di tali categorie, quando esistono, hanno a che fare con code di moderazione sterminate.
Come si fa a far si che questa coda sia smaltita velocemente? Semplice, si chiede di essere editor.
Ancora meglio si diventa editor e si rivolge la propria attenzione a una categoria ancora assente, che ne so, Internet/Aziende/Weblog o Politica/Weblog.
Perchè sembra banale collaborare a wikipedia registrandosi, e sembra strano collaborare a dmoz registrandosi?
Ma parlavamo dell’anacronismo della tassonomia rigida. In che modo un sistema alternativo (i.e. tag) aiuterebbe?
É indubbio che un sistema misto tassonomia/tag possa aiutare nel cercare informaizoni, ma sarebbe utile relativamente al problema in esame, ovvero, l’approvazione di un sito/blog, che ne garantisce la validità? Io, non vedo in che modo. Il problema non è classificare, è avere un esperto della chiave XYZ che controlli, e che poi tale chiave sia in una tassonomia o in un sistema a faccette poco cambia.
E qui c’è la seconda critica di salvelli, che si applica anche a BlogBabel, ovvero, non è bello avere degli editor umani.
Io straconcordo, se c’è una cosa che amo è sostituire il libero arbitrio con un algoritmo, ma il problema è complesso.
L’esempio chiave in questo senso è Technorati.
Technorati combatte una battaglia continua, perdendo, contro lo spam.
Technorati ha anche rinunciato da tempo a esaminare i blog, ed è per questo che tra i link trovate twitter, wiki, co.mments.com, aggregatori e qualsiasi cosa abbia un feed.
BlogBabel, che gestisce un numero di fonti molto più piccolo, garantisce una certa qualità delle stesse. Solo blog, e solo blog gestiti da persone reali.
Categorizzazione e validazione automatiche sono cose estremamente difficili da fare, e temo ci vorranno un’altra decina d’anni per ridurre il fattore persona.
Tanto più che anche quelli che queste cose le fanno di mestiere cercano quanto più possibile di integrare il fattore tra-tastiera-e-sedia nei loro algoritmi. Vedi ask con directhit , piuttosto che Yahoo! e la sua directory di siti indicizzati a mano, o il trattamento che Google riserva a tale directory e a dmoz (PageRank 9, ovvero circa un miliardo di volte più importanti di questo blog, e si sospetta gestione particolare nell’algoritmo di ranking).
Ma forse fraintendo dario. Forse la critica non è rivolta all’umanità degli editor, ma al fatto che la classificazione & validazione sia effettuata da una ristretta cerchia di editori invece che dall’utente qualunque che passa di lì.
Se fosse così, la critica sarebbe imo ancor più errata per dmoz. Chiunque può diventare editor di dmoz, basta chiederlo.
Ovvio che è più semplice essere accettati se ci si propone come editor di una piccola categoria, piuttosto che di World, semplicemente perché per le grandi è molto probabile che editor ci sia già un editor o più.
Provate a chiedre di diventare editor per questa categoria, che non ne ha, e vedrete che il vostro blog ci comparirà molto velocemente.
(Per blogbabel il discorso è diverso: da quel che ricordo al momento non c’è il bisogno di nuovi editor, in quanto la coda di moderazione viene smaltita velocemente, e quindi il problema è inesistente).
Sono anni che si dice quanto sono intelligenti le masse, e quanto è bella la lunga coda. Io continuo a pensare che la massa è scema, ma purtroppo non esiste alternativa migliore. Se, Lettore, pensi di non essere stupido, cerca di entrarci nella massa, diventare editor di dmoz o wikipedia o quant’altro, e cerca di aumentarne un po’ l’intelligenza totale. Non sarà una soluzione definitiva, ma è meglio di niente.


Una discussione sul post di napulox appare anche sul forum di GT: http://www.giorgiotave.it/forum/dmoz/49711-dmoz-schoemaker-spero-sia-una-bufala.html#post334765
te la segnalo perchè magari avrai voglia di chiarire anche li, il che non guasterebbe, essendo un forum pieno zeppo di polemica su dmoz, e la chiarezza è sempre utile! Ciao. http://dmoz.org/profiles/gabrielem.html
Comment by gabrielem — September 1, 2007 @ 7:15 pm
dmoz e’ morto, se e’ il dmoz che non guardo da lustri e se non e’ cambiato perche’ era (e’?) una delle cose piu’ inutili che conosco, ma la massa a volte funziona, vedi delicious e flickr…. la gente sara’ stupida, ma a volte, nel numero, ci prende benissimo. ciao
Comment by becks — September 1, 2007 @ 8:23 pm
gabrielem: si, ma dovrei iscrivermi, cosa che in passato ho provato a fare senza successo, e siccome non mi piace il forumGT non mi va di provare ancora. Grazie comunque del link
becks: manco io uso DMOZ, ma la usano tutti i motori, ergo la usiamo tutti e due indirettamente
Comment by gabriele — September 2, 2007 @ 8:49 am
Quindi questo vuol dire che io che ho fatto richiesta di essere aggiunto ieri chissà fra quanti anni verrò inserito?
Vabbè se c’è bisogno di una mano per un open project diciamo che posso anche dare una mano. Adesso provo ad iscrivermi come editor seguendo i tuoi consigli e vediamo che ne esce fuori.
Comment by Davide Salerno — September 2, 2007 @ 3:09 pm
da editor di questa categoria:
http://www.dmoz.org/World/Italiano/Regionale/Europa/Italia/Lombardia/Provincia_di_Brescia/Localit%c3%a0/Montichiari/
non posso che essere assolutamente d’accordo con te.
Comment by Felter Roberto — September 2, 2007 @ 3:58 pm
Ciao Gabriele. Sono d’accordo: il mondo dei blog è difficile da catalogare specie con una taxonomy come quella stile directory presente su Dmoz. Non a caso i tag hanno avuto un gran successo. Ti faccio un esempio: su Wikio alcuni blog sono inseriti nella categoria Hi-Tech quando magari sono diari personali. Concordo con ciò che hai scritto.
Per quanto riguarda la moderazione: si, avere degli editor umani e non un algoritmo è ancora indispensabile e forse lo sarà sempre,per fortuna a mio avviso. Non perchè entri nella guerra Uomo Vs Macchina ma perchè credo sia necessario un controllo “intelligente” difficilmente raggiungibile (almeno in breve tempo) da un algoritmo.
Il problema è che tutti noi dovremmo poter essere editor (da qui nasce il Wiki) e quindi decidere in maniera democratica l’entrata dei blog ma entreremmo contraddittoriamente in una net anarchia impossibile da gestire: è proprio questo il paradosso. Per stilare una classifica valida ci vogliono pesi,misure,regole precise; pochi possono riunirsi e decidere. Ma la mia critica andava oltre: è necessario che i termini di confronto non siano solo quella stretta cerchia di blog moderati ed accettati ma anche la restante parte.
Comment by Dario Salvelli — September 3, 2007 @ 10:53 am
dario, perdonami ma potresti espandere il concetto?
Quando dici che il termine di confronto dovrebbe essere anche gli altri, cosa intendi?
Potresti espandere, magari in un post intero?
Comment by gabriele — September 4, 2007 @ 5:01 pm
@Gabriele: Ok,ho già un draft in proposito e cerco di chiarire meglio le mi idee.
Comment by Dario Salvelli — September 4, 2007 @ 6:57 pm
mitico, attendo volentieri
Comment by gabriele — September 4, 2007 @ 7:05 pm
Ciao Gabriele, il buon Dario mi ha indirizzato verso questo tuo post, e concordo sul fatto che ci sia un evidente trade-off generazionale tra tassonomie libere e directory, non per questo non credo ci sia spazio per entrambe.
Mi interessa un altro discorso, che avevo iniziato sul blog di Dario sulla modalità di ingresso (e uscita) da dmoz. La mia personale esperienza, per quanto datata, è un esempio concreto del problema a cui faccio riferimento. Mi spiego meglio, qualche anno fa offrendomi proprio per una di quelle categorie “orfane” venni rifiutato con una mail standard (e fin qui nulla di male) senza alcun reale motivo. Ora, considerando che avevo compilato con dovizia le cinque - se non ricordo male - parole fornendo per ognuna di esse ampie spiegazioni sulla ratio, e tenendo conto che per verificare se e quanto conoscessi l’argomento sarebbe bastato un colpo di google, sinceramente non riuscii a capire perché fossi stato rifiutato. Non me la tenni, chiesi chiarimenti, peraltro mai ottenuti.
Nel post di Dario, dove ho accennato sinteticamente alla cosa, facevo riferimento ad organizzazioni come quella di Debian che ho avuto modo di studiare, in cui chi si è preso la briga di dotarle di una organizzazione ha pensato non solo a meccanismi di entrata meritocratici, ma anche a meccanismi di uscita, in cui chiunque si accorga che un pacchetto non è manutenuto può sollecitare il mantainer verificando l’opportunità di sostituirlo ed all’eventuale non risposta è associata una apposita procedura di escalation. Ora, andando a guardare cinque anni dopo la categoria, oggi in mano a qualcuno che da allora è riuscito ad aggiungere meno di dieci link, direi che forse varrebbe la pena di valutare policy analoghe anche per dmoz.
Auguro a dmoz maggior trasparenza, e policy adeguate al fatto che i volontari, come le pile, si scaricano, o semplicemente si offrono ma poi non lavorano..
Comment by Roberto Galoppini — September 6, 2007 @ 7:30 pm
la trasparenza di dmoz è un argomento su cui mi trovo pienamente d’accordo con te.
Le policy sono tutte del tipo “non si giustificano le decisioni” che io ritengo sbagliate, ma che hanno una logica pragmatica dietro, ovvero evitare di mettere gli aditor/moderatori nella situazione in cui essi passano più tempo a dibattere sulel proprie decisioni che a lavorare.
Però appunto, secondo me è una scelta sbagliata.
Per quel che riguarda i meccanismi di uscita, purtroppo, non sono informato. Concordo che sarebbe ideale un meccanismo automatico ed oggettivo come tu suggerisci, che temo non esista, ma ripeto, non ho mai indagato.
Credo comunque ci sia un dibattito interno nelle alte sfere dell’organizzazione sul cercare di aprirsi di più, di recente è stato anche emesso un sondaggio interno alla comunità mondiale degli editor che dava dei colpetti in questa direzione (se non ricordo male, ad esempio, mostrare la coda di moderazione).
Spero fortemente anche io che ne venga fuori qualcosa di buono.
Grazie per il commento, e per il link al tuo lavoro, che abuserò appena ho tempo
Comment by gabriele — September 7, 2007 @ 10:42 am
ho verificato nelle policy di Dmoz, per essere preciso e non andare a memoria:
“l’account di un editor resterà attivo se avrete effettuato almeno una azione di editing in un periodo di tempo di quattro mesi. L’account scade qualora l’editore resti inattivo per quattro mesi consecutivi, anche se si è connesso durante tale periodo.”
Mi sembra abbastanza buono come meccanismo automatico…
Comment by Felter Roberto — September 7, 2007 @ 1:01 pm