C’è una differenza sostanziale tra detto e non detto. Ma c’è differenza anche tra quello che si voleva dire, e non si è detto e quello che non si voleva dire, e non si è detto. E poi c’è differenza tra il non detto, per dire, perché dettato da determinati dettagli di cui è meglio non dire, e il non detto solo perché uno se l’è scordato.

Nel caso specifico, blogsome usa una versione di wordpress che non mi fa cancellare i draft senza riaprirli. Per cui ho una marea di bozze, che adesso cancellerò, ma essendo costretto a rivederle tutte.
Ma, Caro Lettore, erano tutte cose che volevo dirti e non so più neanche perché non l’ho fatto. Anche se non so più che cavolo significassero, mi dispiace buttarle senza che ne rimanga la minima traccia, quindi riassumo. Clicca pure da un’altra parte se vuoi, è una cosa personale.

  1. Cos’è il Web 2.0: “Sinceramente ancora non l’ho capito” ( 4 ottobre 05). Quando già non era più una novità.
  2. Self-bounding generics: Si parlava della mitica
        public abstract class Enum<e extends Enum<E>>
    

    di cui un giorno vorrei parlare a lungo, ma prima devo finire di leggere Foundations of Object Oriented Languages, che dice quanto sia bello e facile avere un tipo SelfType. In verità né facile né bello, ma interessante, quantomeno.

  3. Volevo fare un post su 2channel, ma l’unico testo che c’è dentro è il link a wikipedia. Vale sempre una letta però.
  4. Riflessioni altrui;
    Historically, advances in software engineering have tracked advances in programming languages. FORTRAN, C, C++, and the Java language, for example, all took software engineering to a new level and absorbed another order of magnitude of scale and complexity into software development projects

    As Alan Perlis put it, “A good programming language is a conceptual universe for thinking about programming.”

  5. Lo sapevate che il mondo di earthsea doveva essere trasposto in anime dallo studio ghibli? Adesso avranno finito, credo.
  6. C’è un bel post relativo a quando google censurò mezza cina. Peccato che continui ad essere così, quindi non posso farvela vedere (25 dicembre 2005, che cavolo facevo al computer?).
  7. C’è un bellissimo mezzo post che si lamenta del fatto che ora a ingegneria informatica alla sapienza si fa praticamente solo Java e un filino di C, quel che basta per fare un esame su fork() ed uno su socket(). Simpaticamente, due anni dopo è ancora così
  8. Vari post programmatorial-propagandistici: ruby-gnome2, rails, rcov
  9. Wow, un post sulle elezioni!
  10. Rant linguistici “sono sempre più convinto che facet/faceted tradotto come faccette/faccettato sia orrendo.”. Sfaccettature, Lettore.
  11. Altro post preelettorale, in cui impazzisco:

    Io tendenzialmente alle domande a risposta chiusa non son capace di rispondere.
    Per cose del tipo “preferisci pesce o carne?” la mia risposta ideale sarebbe “Quando? Che ho mangiato nel pasto precedente? Cosa c’è come contorno? Per pesce si intendono anche i crostacei? Per carne si intende in generale o un tipo di animale specifico? Cucinati come? Che c’è da bere? Sono in compagnia? Roba congelata o fresca? Posso controllare la posta un secondo che aspetto un’email? Tecnicamente, il pesce è la carne di un animale acquatico.. coratella e altre interiora sono comprese? .

  12. C’è una bozza che me la tengo, un giorno la pubblicherò davvero. Il titolo è “polimorfismo naturale, design pattern reali, multimetodi immaginari, passaggi complessi”. Bello, dai.
  13. Il solito post sul mio tumblelog da 40 righe..
  14. Ottimo link: le prove non valide (i.e. per autorità, per esempio, per intimidazione). Dovrebbe essere lettura obbligatoria.
  15. il “Post #259″, non titolato contiene i seguenti frammenti:
    • TIP: Remember to sit up straight and take frequent breaks. A healthy you is a happy us.
    • >Matz, why coerce is better than overloading?
      Is it? I don’t think so. (rt:51566)

    • http://www.stanza.co.uk/ideasrus/index.html
    • http://www.paulgraham.com/thist.html
  16. Citazione illuminante, che però ero sicuro di aver pubblicato:

    “Make the strangers welcome in this land,let them keep their languages and customs,
    for weak and fragile is the realm which is based on a single language or on a single set of customs.”
    (St. Stephen, the first Hungarian king, in a letter to his son St. Emeric, 1036 A.D.).
    Tolleranza ante litteram.

Fine. Mi rimangono solo tre cose che però hanno ancora speranza di essere pubblicate. Se non va bene ci vediamo alla prossima pulizia generale.