personale, fastidio October 15, 2007 12:26 pm (Save post)
Spesso mi capita di scoprire che in inglese non esiste un termine, e mi capita abbastanza spesso da irritarmi di fronte alla povertà lessicale inglese. Che poi va a capire se è vero, o se sono solo io che fraintendo.
La parola del giorno è: sisu che è una parola finlandese.
I finlandesi sono un popolo tosto, che ogni tanto viene invaso, parla una lingua che non c’entra una mazza con niente e hanno un freddo della madonna.
Per cui, hanno questo termine, che la wikipedia inglese illustra:
Sisu is a Finnish term that could be roughly translated into English as strength of will, determination, perseverance, and acting rationally in the face of adversity. The equivalent in English is “to have guts”, and indeed, the word derives from sisus, which means something inner or interior.
Oh, carattere.


che bello, non sono l’unico a pensare che l’inglese sia una lingua povera.
Comment by siocchezze (già michele) — October 15, 2007 @ 3:12 pm
E’ divertente, perché proprio oggi antirez ha deciso che scriverà il proprio blog proprio in inglese!
Immagino lui abbia motivazioni “internazionali”, ma è stato divertente leggere i due feed uno dietro l’altro.
Comment by kral — October 15, 2007 @ 3:38 pm
“Bulldog spirit” dovrebbe essere l’espressione inglese giusta, anche se un po’ più verbosa rende esattamente quello che hai detto senza tirare in ballo interiora o altro viscidume. Esempio qui:
http://www.timesonline.co.uk/tol/sport/rugby/article2654550.ece
Comment by ludo — October 15, 2007 @ 3:59 pm
Io invece amo la lingua inglese…forse perché avendo una lingua supercomplicata e supercomplessa pensare/scirvere in inglese mi da la possibilitá di pensare piú semplicemente.
Anche se a volte nn riesco. Perché nn trovo parole come ‘nyűgös’…(che nn esiste in inglese ma esiste nel slang Australiano…e come l’ho scoperto anche in italiano..anche se nessun dizionario di ’standard italian’ lo contiene).
Comment by Évi — October 15, 2007 @ 6:13 pm
michele: no penso solo che abusino le loro regole di composizione e non si sforzino di trovare cose nuove.. es:
io: come cavolo si dice imboccare?
ks: che?
io: nutrire col cucchiaino o cucchiaio
ks: ah, spoon feed!
kral: si quando ho letto il post e ho pensato lo stesso, ma giuro di aver scritto prima di leggere il suo
ludo: sospetto ancora che esista una parola singola, solo che sarà come al solito remota e ignota ai più, tipo “compitare” in italiano
évi: siamo d’accordo nel disaccordo.. ma “stranito” è romano o quantomeno centro-italico, quindi mi pare giusto che non ci sia sul dizionario
Comment by gabriele — October 16, 2007 @ 6:48 pm
stranire
chi l’ha detto che non c’è???
viva ‘itaGLiano!
Comment by siocchezze (già michele) — October 16, 2007 @ 7:43 pm
O_o
mitico, e io che pensavo fosse dialetto..
Comment by gabriele — October 17, 2007 @ 6:02 am
te l’avevo detto che non era dialetto :p
Comment by Elena — October 17, 2007 @ 9:09 am
elena: l’hanno legalizzato di recente secondo me, nel mio Zanichelli d’annata non c’è
Comment by gabriele — October 17, 2007 @ 9:39 am
oi. Gabrie, nn ti preoccupare…dialetto o no, almeno me lo insegni:)
Comment by Évi — October 19, 2007 @ 11:29 am
Mi spiace deluderti, l’inglese è una delle lingue in assoluto più ricca di vocaboli: secondo il Global Language Monitor (http://www.languagemonitor.com/Language_Stats.html) attualmente il numero di vocaboli in inglese è arrivato a quota 986.614; si dice che l’inglese medio ne conosca 40-50 mila (secondo me meno). Comunque sia io ho spesso problemi a tradurre dal tedesco o dall’inglese in italiano (è un problema che ho spesso, sono italiana e vivo in Germania), perché all’italiano mancano molte parole e bisogna adoperarsi in descrizioni di cose che in altre lingue hanno un nome. Ti faccio un esempio banale: come tradurresti “cheap” in una parola?
Comment by Isadora — October 19, 2007 @ 4:43 pm
isadora: ah! sapevo mi sarebbe arrivata questa nota, grazie
Avevo già sentito questa cosa, e finalmente posso vedere l’indice di GLM. Che non mi convince:
* l’area di base di parole “certe” comprende i nomi (es: in O.E.D c’è “Walpole”)
* comprende il gergo tecnico che è parte della lingua italiana come di quella inglese: anche se non si trova “mux” nel De Mauro la parola è parte del linguaggio dell’elettronica italiana come di quella inglese, come “allegro” è parte dei rispettivi linguaggi della musica
* comprende il gergo specifico di discipline che sono generatori di lemmi, e temo non esista dizionario o enciclopedia non medica che contenga “coccidioidomicosi” (la conosco perché è utile per vincere al gioco dell’impiccato, alle medie ero imbattibile)
* comprende fonti che sostanzialmente fanno rumore: la bibbia, i blog, shakespeare etc.. anche se probabilmente la maggior parte delle parole sono comunque nei dizionari inglesi (l’O.E.D. comprende divinità assortite, luoghi & personaggi biblici etc)
Detto questo, posso credere senza problemi che l’inglese abbia più termini, e mi arrendo a trovare una singola parola equivalente a cheap, a meno che qualcuno non mi dica che anche “scrauso” è italiano
D’altronde si sa, traduttore traditore.
Comment by gabriele — October 19, 2007 @ 8:24 pm
ah, e sul tedesco non avevo dubbi già da tempo
Comment by gabriele — October 19, 2007 @ 8:25 pm
L’inglese è più ricco di sostantivi ed è molto più adattabile dell’italiano. Come il tedesco, ha la svolta delle parole composte e della possibilità di creare facilmente nuovi lemmi; rispetto al tedesco, questa possibilità è facilitata dall’assenza di grammatica, che è la vera superiorità dell’inglese. In compenso l’inglese ha pochi aggettivi, è una lingua brutta e suona male, non ha la minima musicalità.
C’è sempre un rovescio della medaglia.
Comment by tamas — October 23, 2007 @ 3:43 pm
cheap ? economico, no?
L’ungherese è figo!
Comment by Gusty — October 25, 2007 @ 8:53 am
si, cheap è economico ma credo Isadora lo intendesse nel significato “moderno” che sarebbe più tipo “senza classe, di bassa qualità”.
La parola ha svariati significati che ruotano intorno a questo concetto, anche se originariamente sarebbe solo economico. Un po’ tipo “design”, che sarebbe solo “progetto” ma ha una marea di significati collegati che hanno a che fare con lo stile.
Comment by gabriele — October 25, 2007 @ 9:16 am
Quello che odio di più dell’inglese sono i phrasal verbs. Get up, get in, show off, break out, break down… da diventare matti
Comment by Andrea@BV — October 26, 2007 @ 12:02 pm
tamas: ah i sostenativi. Il che spiegherebbe perché tutte le volte che mi serve un verbo mi ritrovo con get e quando voglio una bad word ho sempre fuck, ma al contrario ho una marea di cose con due o tre nomi che mi complicano la vita (eg: melanzane)… Grazie!
Andrea: abuso delle regole composizionali, come dico io
Comment by gabriele — October 27, 2007 @ 12:44 pm
io nn sono d’accordo le parole inglesi hanno un suono fantastico ed 1 parola viene espressa in italiano con una frase intera…s
Comment by sssssss — December 3, 2007 @ 5:24 pm
Mi permetto…l’Inglese non è una “lingua povera”, anche perché, di fatto, non esistono lingue ricche e lingue povere.
Ogni lingua è un modo diverso di interpretare la realtà che circonda il popolo che quella lingua la parla: è quindi normale che ci siano termini che in una lingua esistono e in un’altra no…non è povertà bensi ricchezza, diversità, varietà.
Concetti , azioni, luoghi, abitudini sono diversi a seconda di dove viviamo e del background culturale del popolo a cui apparteniamo….con le ovvie e dovute differenze che ci contraddistinguono.
Se l’Inglese fosse la lingua povera che qualcuno dice, non mi spiegherei come mai il maggior drammaturgo e poeta di tutti i tempi, William Shakespeare, scrivesse in lingua inglese…
Ciao
MAx
Comment by Max — April 15, 2011 @ 10:51 am
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Comment by Savion — October 6, 2011 @ 1:23 am
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Comment by twrdnnyxhb — October 6, 2011 @ 6:11 pm
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Comment by ktkvvmfvt — October 10, 2011 @ 3:08 pm
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Comment by PICKETTBeulah29 — November 3, 2011 @ 9:25 pm