Quei punti in cui la trama s’è un po’ smagliata, e vedi dall’altra parte quel che poteva essere, potrebbe essere, non è. Ieri sera, ad esempio.
Che ciao, ci conosciamo ma no ma dici ma non so come ti chiami.
E vabè, non lo sai tu mai io si, solo, che faccio, ti dico che t’ho conosciuta 15 anni fa e ancora mi ricordo il momento? Non è che ti direi che è stato colpo di fulmine, però è una decade che se ti vedo ci ripenso, anche se in totale avremo scambiato dodici parole.
E cavolo quanto sei carina ma non è quello, è che probabilmente sei ennesimo simbolo di un’adolescenza timida e abbastanza sprecata e se mi sto impicciando in un discorso su come sta tua cugina è perché sta cazzo di adolescenza timida e piuttosto sprecata ancora non la finisco, e ok che effettivamente non è che devo provarci con te ma è questione di principio.
Adesso dici che vabè, comunque se ci incontriamo per strada non ci salutiamo, ma parla per te che io 15 anni fa ho visto per un secondo
baci carezze matrimoni casa ufficio e un cane e ora mica posso dirtelo e poi che te lo dico a fare, fra una settimana cambio nazione, no non è questione di fortuna, guarda che è una cosa che si fa facilmente ma no certo che puoi, è fattibile.
Anzi parti con me, è fattibile, è una fortuna che cambio nazione fra una settimana, e ora posso dirtelo vieni con me e prendiamo quel cane, mi trovo un lavoro d’ufficio e una casa e ti sposo e ti accarezzerò e ti bacerò perché un secondo di 15 anni fa t’ho incontrata per strada e mi sono immaginato un sacco di cose come adesso.
Oh, hai un figlio di quattro anni.