Ricevo la catena di sant’antonio da estroversa e una volta tanto ha una sua utilità, dandomi occasione di parlare di cose che altrimenti non saprei quando dire.

Tra le cose che amo ci sono i racconti brevi, l’ultimo è stato del vedere la ragazza perfetta al 100% in una bella mattina d’aprile.
Il fatto è che spesso in un racconto breve in genere c’è una bella idea. Se invece un libro è lungo uno si perde in tutte le descrizioni dei sentimenti dei personaggi eccetera.
Prendi Raissa, da Le Città Invisibili, come funzionerebbe se fosse lunga cento pagine?
Quel micro capolavoro che è la sentinella non perderebbe significato?
L’ultima domanda non diventerebbe inutilmente noiosa?
Insomma, i raccontini fanno piacere perché ti fanno sentire intelligente e parte di un circolo di persone intelligenti che legge i raccontini, e allo stesso tempo non richiedono sforzo. Molto moderno e 2.0. E rilinko un omaggio perché tamas è un grande.

Poi mi piace mangiare. Ma non nel senso che a tutti piace mangiare, nel senso che io sinceramente passerei 24 ore su 24 a tavola se fosse possibile attaccarmi un collettore all’esofago.
Mentre sto qui che penso a cercare di spiegarvi perché anche le semplici onomatopee di cacciagione e grappolo e quaglia mi evochino sughi e salse che mi colano sul mento in realtà ho la salivazione a mille come alien, o un pavloviano quadupede.
Io appartengo a quella genìa a cui gli amici dicono che se ci piacesse scopare quanto mangiare saremmo da rinchiudere.
Mi sento di negare, ma credo sia solo un meccanismo autoprotettivo della mia virilità.
La realtà è che c’è altro, come diceva winnie-the-pooh, oltre al momento in cui finalmente senti sapa e formaggio o bucatini e pancetta o tuorlo e limone che si fondono sulla lingua.. c’è quel momento subito prima quando già stai quasi per sentirne il sapore e tutti i tuoi sensi stanno in attesa di quel singolo istante in cui finalmente arriverai alla conclusione di quell’attesa eterna di durata infinitesimale. Ecco, quello è il momento migliore.

E poi mi piace fare le pernacchie sulla pancia dei bambini. Nel senso, quando gli tiri su la maglia e appoggi la bocca semiaperta sulla pancia e soffi l’aria muovendo la testa di qua e di là e viene fuori un brpbrpbrpbrp e loro ridono e poi tu gli dici ti arrendi o chiedi pietà o adesso basta e loro dicono di no e tu continui.
Ho provato con altri soggetti e, sebbene sia gradevole, non è allo stesso livello, forse perché le/i mie/i cuginette/i ridono meglio.
Quegli aggettivi stupendi che si trovano nei libri riguardo le risate, tipo argentine, per i miei piccoletti sono vere, quando ridono senti lo sfavillio.

Poi, mi piace sentire parlare la gente, forse perché non ho mai granché da dire. Ovviamente, chiunque mi conosca potrà negare dicendo che parlo a raffica ma sotto sotto mi sento silenzioso.
E poi quando una persona parla di qualcosa di cui è appassionata si sente, ed è gradevole. Io dal canto mio ritengo il 99% dello scibile umano inferiore a qualsiasi cosa stia facendo in quel momento, però mi piace quando me lo spiegano.
Se finiamo a parlare insieme, mantenete la calma, la parte del “ti annoio?” potete saltarla, al massimo tenete da parte i “non hai capito niente” e i “$mia_materia non è una pseudoscienza!“. Tendo a essere stupido e involontariamente polemico.

Mi piace svegliarmi vicino a una ragazza, sentirne l’odore, la pelle, l’espressione serena, e notare ogni volta quel fatto curioso che non russa.
Anche se ovviamente questo è connesso, per me, a incredibili dolori alla schiena, crampi al braccio, temperature vulcaniche su un arto e artiche su un altro, e fondamentalmente un sonno di merda. Però è bello lo stesso.

E mi piace stare a dire stupidaggini con gli amici, non importa se davanti a una birra o sotto il portone di casa o alle 7 di mattina su un divano a guardare le repliche di manimal e automan. C’è qualcosa di profondo nello stare a chiacchierare di cose che non hanno la minima importanza, raccontarsi qualche fatto completamente inutile che si è sentito alla radio, ricordarsi di quella cazzata che è successa in gita alle medie, e cose così.

Si, a pensarci bene sono simili a quelle della mia adescatrice in questo giochino, anche se più diverse da quella che ha adescato lei. Vorrà dire qualcosa, ma non sono abbastanza intelligente per capire perché.

Ah e mi spias, non propago queste cose esplicitamente, ma se volete proseguire la catena mandate un trackback e vi linko& commento ex post ;)