PDI^2

Post Archivio n° 22

personale, web June 8, 2008 10:22 pm (Save post)

In formazione! Sovraccaricare!

L’Autore continua a non avere accenti sulla tastiera, ma comincia a prenderci la mano. Se continua in questo modo scrivere diventa troppo facile, dovrei eliminare qualche consonante, credo. Ad ogni modo questo post va letto come archivio, non compreso. D’altronde, anche in assenza di koan espliciti, bisogna ricordare che i maestri dello zen sono sassi e pietre, e che comprendere rimane superfluo rispetto al non comprendere.

  • Tendenzialmente sul lavoro sono divenuto iperproduttivo, il trucco sta nel delegare a P. il 90% del lavoro che dovrei fare io, tanto a lui non va di fare quel che dovrebbe fare lui. Nel frattempo, io gioco a Bubbles 2, ma non leggo i feed, altrimenti mi sento che spreco tempo.
  • Quindi scusate, LettAutori, se commento cose che avete scritto nel mese scorso. Se usate un tumblelog (e non avete i commenti essendo vittime di una scuola di pensiero che divide il microblogging dal microcommenting) invece state tranquilli, non avrei commentato lo stesso.
  • Comunque, noto una crescente frattura nell’esercito degli autori. Tre mesi fa scrivevano tutti le stesse cose, ora ognuno parla del suo. Per favore risincronizzatevi, altrimenti non capisco una mazza.
  • Ad esempio, se NRK non me lo avesse fatto notare su IRC non avrei mai scoperto che Amazon era crollata. Completamente, incapace di gestire otto richieste su dieci, in una pioggia di Http/1.1 Service Unavailable. e We’re sorry, eppure non ho trovato menzione del fatto da nessuna parte. Voglio dire, amazon, fuori dal core business, vende servizi che sono fondati sul fatto che ci siano svariati 9 nell’uptime.
  • E poi cavolo, google ha cambiato icona, e la nuova, stilosa variante mi sta sulle balle. Io li rivoglio sfigati di stanford, non fighetti.
  • Si, sono oscuro e frammentario. Eraclito, come me, era un geek con forti bisogni insoddisfacibili.
    Ma quanto incomprensibile? Quanto spingere per far comprendere lo scherzo della serie numerica nascosta nel lipogramma racchiuso nella citazione annidato nell’indovinello avvolto nel mistero dentro un enigma?
  • Poco, lo so, son contento che i lettori me li sono scelti con cura.
  • Riguardo il punto getting laid, la recente elezione della playmate dell’anno ha risvegliato sopiti appetiti, non colpevolizzatemi. Poi uno si chiede come mai AC si sia trasferito in canada.
  • Bilanciando sesso e romanticismo, come non linkare questa piccola magia fatta con l’ipod? Il film da cui viene questa colonna sonora non posso nominarlo, ma invece di farlo posso linkare il pozzo di cabal, dal quale sto rubando troppa roba ultimamente.
  • E invece, ritornando geek per un attimo, come non linkare get your data out? Se solo Danny Ayers rispondesse alle mail che gli mando potrei anche dirvi come fare review fighette in RDF..
  • E tornando al gioco di parole, P. mi ha dimostrato che dopo una certa soglia diventa impossibile scrivere una frase della forma xxxxxx in questa frase ci sono sei x. Problemi a conoscere un matematico.
  • Ma tutto questo era per linkare Pangramming, geniale idea. Io non posso firmarmi per bene dato che non hanno implementato correttamente OpenID 2.0, ma AFAICT il mio pangramma sembrerebbe quello minimo in inglese. Fatemi sapere se mi battete :)
pensieri a ritroso

personale June 7, 2008 10:38 pm (Save post)

L’Autore, avendo perduto la propria tastiera italica, non ha disposizione vocali accentate. Ma, Caro Lettore, so che non me ne vorrai quando leggendo troverai quelle che non scrivero.

Son stato al cliff of moher, uno strapiombo sul mare qua nell’isola di smeraldo, fichissimo ma ho scoperto che soffro di vertigini, cosa che non era in passato, credo sia la paura di morire.
Va a capire come mai, ma quando hai 15 anni non hai paura che la vita finisca in quel momento, poi man mano che passa il tempo e che potresti anche andartene, visto che il grosso l’hai fatto, la paura aumenta.

Che sto comunque morendo poco per volta, avendo appurato che non soltanto partire equivale a morire, ma anche restare quando partono gli altri, e nelle due settimane precedenti ho salutato troppe persone.
Sto diventando un fenomeno negli addii, anche se ogni volta mi tocca spiegare che no, dai, ma quale addio, ci si rivede presto.
Continuo a crederci, ma comincio a rompermi.

Prima, di quello, son tornato in irlanda dalla scozia. Edimburgo credo sia la cittadina migliore in cui son stato nell’ultimo anno, ma i dettagli li racconto un’altra volta.

In scozia si mangiano haggis & nippies & tatties.
Stomaco ripieno di frattaglie tritate, una pappa di turnip o parsnip (famiglia delle rape, credo) e patate.

Buonissimo, specie se ci metti sopra un ettolitro di birra (alla pompa, non gasata, ovunque), e sei a trovare amici che non vedi da tempo, e discuti con un kazako di politica internazionale, con una tedesca orientale del fatto che da bambina non avesse le caramelle, con due irlandesi del fatto che ormai siete un po’ compatrioti.
E poi puoi scoprire che salute si dice in scozzese come si dice in irlandese, viva la grande famiglia goedelica, mentre dammi un bacio in polacco suona stranamente simile al tuo idioma nativo, plausibilmente colpa della birra.

Ma il primo giorno che sono arrivato non era facile berla, visto che per un attimo ho vissuto l’ennesima parodia dello spot mastercard:

  • autobus dall’aeroporto a casa del tuo migliore amico: 5 pound
  • viaggio aer arann irlanda-scozia: euri 42.50
  • taxi che ti porta all’aeroporto di galway: 15 euri
  • il tassista che ti dice “tranquillo, ora starai meglio“, dopo che hai vomitato fuori dal finestrino, non ha prezzo.

Ora, Lettore, la scena punk viene facilmente spiegata sapendo che la sera prima l’Autore era finito in un party a casa di una sconosciuta indossando un cappello da cowboy verde (?) che il collega tedesco aveva rubato a qualcuno in ufficio (??).

Tu, confidente telematico, sai che sono tendenzialmente timido e socialmente inetto, e immagini giustamente che un filino di liquore sia concesso per vincere l’imbarazzo. Eppure fallisci nell’immaginare le dosi, e che ormai non reggo una bottiglia di vodka come una volta. Specie
se gli amici che vengono dal continente la comprano all’aeroporto, da cento centilitri.

Ovviamente, prima della festa vivande e ulteriori bottiglie si erano avvicendate a cena con capo, colleghi & due tizi in visita.
Lista delle cose da fare nella vita: mangiare, bere e scambiarsi aneddoti su amsterdam con un finlandese non vedente di due metri: check.

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