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Post Archivio n° 23

personale, italia October 28, 2008 10:46 am (Save post)

Io, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento? Centomila.

(nummeri, trilussa)

Questo blog perde focus mano a mano (meno e meno? mano amano? ano ad ano? ma no, ama, no?) ma non lasciamo che questo ci limiti nel commentare cose accadenti, per cui questi appunti sono quasi politici.

  • Dibattiti sulle cifre. Al circo massimo erano du’ mijoni, al circo massimo erano centomila, al circo massimo erano 25 mijoni. Si discuteva coi laziali, della festa per lo scudetto della roma.
  • Politica. il sole24ore chiede via mail ai deputati cosa vogliono, e quelli rispondono pure (ben 50 su 600!), e non ne parla nessuno, tsk tsk
  • Rimpianto. è morto stefano rosso, un mese fa. Mi ero scordato di dirlo ma mi dispiaceva. Una storia disonesta resta modernissima e superdivertente.
  • Linguistica 1. In ungherese esistono verbi specifici, nel senso che si coniugano verbi che noi facciamo come frasi, esserefelice, fumaresigarette, monopoligiocare, amorefare. Come gli inglesi hanno stand e noi abbiamo solo stare in piedi. Mi chiedo cosa significhi.
  • Linguistica 2. A proposito di lingue strane (as in: non indoeuropee) al Ruby Social Club c’è stata una piccola discussione sul fatto che la lingua basca dovrebbe avere qualcosa a che fare con uno sviluppo inusuale del cervello. Se avete informazioni fatemi sapere che son curioso.
  • De universitatis et scholae decreti. Mi spiace per i tagli ma non mi sorprendono, non credo cambi molto col maestro unico, mi piace che si impongano libri di testo che vengono rinnovati solo ogni cinque anni, sono favorevole al 7 in condotta e alle bocciature, mi spiace per i precari che andranno di nuovo a casa.
  • Dissonanze. Per formazione trovo interessanti le cose controcorrente però, per cui consiglio la lettura di questo articolo sul libro del prof. perotti, quello che dice che in effetti spendiamo più degli stati uniti per ogni studente in corso, e non è vero che siamo bravi nonostante le ristrettezze conomiche.
  • Impegno. Ieri a porta a porta c’era lo studente di sinistra, fuori corso, e quello di destra, fuori corso. Io, studente fuori corso, mi chiedo dove siano quelli in regola. Forse studiano.
  • Tipografia. Ho scoperto che la mia famiglia di font preferita è geometric sans serif. Sono felice, è come quando avendolo finalmente letto puoi dire “il mio libro preferito è Guerra e Pace“, per impressionare la gente, anche se in realtà è il più grande uomo scimmia del pleistocene (Comic Sans)
  • (Cultura. ma ci vorranno anni di letture noiose per poi annunciare che ti piace quello, non puoi dire “fico alvaro vitali” se non hai visto la corazzata potemkin, pare)
  • Prospettiva. Il contatto oltrefrontiera mi fa “cavolo, la mia uni è tra le prime duecento al mondo!” mentre il contatto intrafrontiera mi dice “che schifo, la sapienza è centoquarantesima al mondo“.
  • Koan di ottobre.

    Il discepolo interrogò il Maestro sullo Zen.
    Il Maestro rispose: “Te lo dirò quando saremo soli“.
    Il monaco attese e, quando furono soli, ripetè la domanda
    Il Maestro rispose: “Ma ancora non siamo soli, né io né tu“.
    Subito, il monaco fu illuminato.

  • il mio primo messaggio su ruby-talk, sniff
La teoria del cigno nero

personale, fastidio October 16, 2008 8:29 am (Save post)

Da un po’ continuo a leggere questi commenti sul Dr. Taleb.

Egli ha sviluppato la teoria del cigno nero, che a leggere wikipedia sembra una forma elaborata del concetto:

non si sa mai quello che ti capita

Ovvero, pensavi che esistessero solo i cigni bianchi è? Usavi dire “è un cigno nero” come espressione di impossibilità mh?
E invece ecco qua, in un altro continente di cui fino a un secolo fa non sapevi neanche l’esistenza i cigni neri esistono e tu, stupido idiota che non consideri la vastità dello spazio e della creazione divina che ci sono più cose in cielo e in terra di quante possa sognarne tua zia filomena dopo un chilo di peperonata a cena avresti dovuto considerare che ah-ah puoi sbagliarti perché non si può fare una teoria quando uno non considera tutte le variabili in gioco che è anche il motivo per cui non ci sono teorie del gioco utili a vincere a montecarlo sebbene esistano teorie dei giochi che non c’entrano niente ma che forse sono il motivo per cui i Lloyd non assicurano il gioco e la fedeltà delle mogli, brutte donnacce che vanno in turchia appena uno gira gli occhi che poi è una nazione di invasori e oppressori pensa al kurdistan o a cipro..

Ovvero, eventi casuali e completamente imprevisti accadono continuamente alla faccia di chi pensa di arginarli.
La pagina di wikipedia fa esempi presi dalle teorie di taleb di inattesi cigni neri, ovvero di eventi che finché non sono successi non se li aspettava nessuno:

  • la prima guerra mondiale (perché nei 100 anni precedenti il mondo era stato così pacifico)
  • l’ascesa di internet (che ovviamente popped into existence dal nulla, quando idee di comunicazione tra computer erano del tutto sconosciute, e in soli 50 anni!)
  • il computer stesso (forse il transistor? I concetti di calcolatore automatico sono stati sviluppati talmente tante volte in modo parallelo che a un certo punto era praticamente necessario che esistesse)
  • gli attacchi dell’11 settembre (lo ammetto, quello era un po’ sorprendente, ma da buon lettore di fantascienza, so che psicostoriograficamente parlando gli eventi singoli sono irrilevanti, e se si considera come “ci saranno conflitti tra occidente e fondamentalismo arabo”, beh, è una cosa che accade da trent’anni)

Insomma, ’sto Taleb dice spaventose ovvietà ricoperte di formule oppure dice incredibili puttanate da persona non informata oppure ha una comprensione profonda della materia che io non avrò mai vista la mia profonda allergia al calcolo delle probabilità, o infine, come è più probabile, semplicemente io non ho capito quello che wikipedia mi sta dicendo ?

Caro Lettore, dimmelo tu, quantomeno consigliami se mi devo comprare il libro.

Perché il libro sembra interessante, ma se leggo un’altra cosa scritta da un economista che tira fuori formule e numeri ex aere (gli economisti hanno ottime teorie per spiegare quel che è successo e che non indovinano quel che succederà [cit]) ho paura di innervosirmi.

Allo stesso modo, temo fortemente di trovarmi di fronte a interpretazioni come la teoria del caos in jurassic park (no, non significa “tutto andrà a puttane in un sistema complesso”, casomai “un complesso va a puttane in modo sistematico”, verificate con una band qualunque). Io sono un cazzone e una persona relativamente ignorante, ma certe cose mi fanno stranire lo stesso.

Appunti agostani & settembrini

personale October 5, 2008 12:54 pm (Save post)

L’articolo seguente è ordinato per concetti invece che temporalmente per ragioni mnemoniche, ci scusiamo coi cultori delle cronologie.

Giusto per chiarire: il tragitto di questi due mesi è stato è stato galway-dublino-roma-budapest-bratislava-stoccolma-eskilstuna-bratislava-milano-roma-budapest-milano-roma. Impegnativo, ma bello.

Tempo.
In irlanda piove, in italia c’è il sole, in ungheria c’è il sole, in slovacchia c’è il sole, in svezia così così.
Assumo siano impressioni generalizzabili.

Donne
Le ungheresi son fighe. Le slovacche son fighe. Le svedesi son fighe. Le milanesi son fighe.
Evidentemente non ho capacità di giudizio.
Le minorenni nel mio paese sono anche oggettivamente molto più gnocche e svestite di quanto lo fossero nel mio decennio.

Cibo
In ungheria è culturalmente accettabile mangiare pizza fritta con panna acida e formaggio (làngos) a bordo piscina. La stessa pizza fritta l’ho trovata alla stazione ferroviaria di bratislava, con spelling differente (Langoš) ma sostanza analoga.
Purtroppo le pagine di wikipedia inglese non sanno dello slovacco e viceversa e io non so come unificarle.

In svezia sono riuscito a mangiare la zuppa di pesce al mercato. Sostanzialmente una zuppa di merluzzo rossa, dove al momento di impiattare vengono aggiunti frutti di mare e una strana cosa giallastra.. burro, panna, uovo o qualcosa di innominabile. Ottima, comunque.

Oltre ad aver appurato per la duemillesima volta che il kebab/gyros è il piatto più diffuso al mondo, ho anche verificato che si può avere una ottima pseudoamatriciana ovunque:

  • usando lonza/capocollo al posto del guanciale
  • usando chorizo portoghese
  • usando pancetta italiana in svezia

Il nostro ospite italo-svedese a eskilstuna ci ha anche sottoposto un’interessantissimo pollo, spacciato per svedese ma che conteneva salsa di soya, senape francese, doppia panna, margarina e pepe verde. Delizioso, ad ogni modo.

Dopo due mesi fuori dall’irlanda comincio a soffrire l’astinenza da pudding nero.

Ho imparato a cucinare il baccalà in un modo nuovo, a bràs, che non significa alla brace ma “al modo di Bras”. Preparazione lunghetta ma semplice, e sapore squisito. Certo, il fatto che i piatti sporchi siano rimasti in cucina tre giorni appestando di puzza di pesce l’appartamento è stato un problemino.

Amici monodose
Che mi ricordi:

  • un diciassettenne italo-ceco che narra le meraviglie di essere un italiano che parla la lingua nativa nell’est europa. Lo sapevamo.
  • un austriaco che si mette a discorrere di linguistica, ipotesi di sapir-whorf e wittgenstein. L’austriaco sostiene anche qualcosa riguardo lo scrivere nell’acqua (?) parole in lingue diverse, che poi se congeli l’acqua i cristalli per “amore” in cinese e in tedesco sono uguali (??).
  • un irlandese sposato con un’albanese che mi ha parlato per un po’ dell’immigrazione in irlanda, e della guerra in kosovo, dove stava con il contingente italiano e si era trovato bene. Lui è favorevole all’immigrazione, dice che è bello mischiarsi, e faceva il confronto con quando era piccolo, e aveva visto uno di colore ed era rimasto allibito.
  • un tassinaro di dublino che sostiene che tutti i fish&chips della città sono gestititi da gente di Cassino (?) .

Nazionalità
In svezia sono andato in giro con un pakistano e a vivere da un italiano. In ungheria sono stato a casa di un portoghese. A milano sono andato a bere con un inglese. Ho trovato baresi ovunque.
Si potrebbero fare riflessioni profonde sulla globalizzazione, sul meticciato culturale, sull’unione europea.

Per me l’unica cosa è pensare che il mondo si divide tra popoli che sanno stare in fila e popoli che non sanno farlo.

Stare in fila è importante, esprime una cultura del rispetto personale, è liturgia dell’ordine e delle regole, espressione di una fiducia in una giustizia superiore, l’individuo che ha il suo posto nella comunità. Api.

Superare, ammucchiarsi, sgomitare è invece la rappresentazione di una cultura del più furbo, e che se non me lo prendo non mi spetta, e non c’è niente su cui fare affidamento. Ma anche di una situazione in cui le connessioni e i rapporti sono tentacolari, imprecisi, incomprensibili ma spesso funzionali. Rampicanti.

In svezia quando ho preso il treno era troppo figo, e ci è venuto il dubbio che fosse la prima classe. La controllora, quando glielo abbiamo chiesto, ci ha sorriso e ci ha detto che, si, il treno che stavamo prendendo aveva effettivamente prima e seconda classe, ma che il vagone meraviglioso su cui eravamo era il più scrauso.
Epperò mentre sto perso perso per strada e guardo la cartina nessuno si ferma a chiedere se serve aiuto.

In irlanda sono andato a portmarnock e sui sedili del treno c’erano i resti di pranzi comprati da McDonald’s.
Ma dopo aver camminato per 7 ore (ignorando il cartello non attraversate la foce in bassa marea, si sprofonda e aver invaso un campo da golf pur di non camminare a ritroso) quando chiedo indicazioni mi offrono un passaggio invece di farmi camminare, e quando perdo il treno un tipo ci ferma e ci dice di non fare l’autostop, nessuno vi darà uno strappo perché è pericoloso. E ci porta lui a dublino.

Negatività
A roma i locali chiudono alle due, a milano la panna sul gelato si paga a parte, a budapest non puoi comprare le cime di rapa, a stoccolma l’alcool si trova solo nello spaccio distrettuale, a galway non vendono carne di coniglio, a dublino non puoi bere per strada.
Però pare che la gente sopravviva comunque.

Conclusions and future work
Dalle nostre ricerche concludiamo che è effettivamente possibile vivere in condizioni avverse ovunque nel continente europeo, e starci bene, sposare una del luogo, trovare un lavoro mediamente onesto, bere, mangiare e drogarsi.
Ogni città è comunque a una distanza incolmabile dall’ideale, il che suggerisce l’acquisto di una piccola isola nel mediterraneo in cui legalizzare i combattimenti tra dinosauri clonati, importare dentisti ungheresi, insegnanti svedesi e fabbricatori di fish&chips di Cassino.
Il progetto è subordinato alla vincita dell’attuale montepremi del superenalotto.

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