personale October 5, 2008 12:54 pm (Save post)
L’articolo seguente è ordinato per concetti invece che temporalmente per ragioni mnemoniche, ci scusiamo coi cultori delle cronologie.
Giusto per chiarire: il tragitto di questi due mesi è stato è stato galway-dublino-roma-budapest-bratislava-stoccolma-eskilstuna-bratislava-milano-roma-budapest-milano-roma. Impegnativo, ma bello.
Tempo.
In irlanda piove, in italia c’è il sole, in ungheria c’è il sole, in slovacchia c’è il sole, in svezia così così.
Assumo siano impressioni generalizzabili.
Donne
Le ungheresi son fighe. Le slovacche son fighe. Le svedesi son fighe. Le milanesi son fighe.
Evidentemente non ho capacità di giudizio.
Le minorenni nel mio paese sono anche oggettivamente molto più gnocche e svestite di quanto lo fossero nel mio decennio.
Cibo
In ungheria è culturalmente accettabile mangiare pizza fritta con panna acida e formaggio (làngos) a bordo piscina. La stessa pizza fritta l’ho trovata alla stazione ferroviaria di bratislava, con spelling differente (Langoš) ma sostanza analoga.
Purtroppo le pagine di wikipedia inglese non sanno dello slovacco e viceversa e io non so come unificarle.
In svezia sono riuscito a mangiare la zuppa di pesce al mercato. Sostanzialmente una zuppa di merluzzo rossa, dove al momento di impiattare vengono aggiunti frutti di mare e una strana cosa giallastra.. burro, panna, uovo o qualcosa di innominabile. Ottima, comunque.
Oltre ad aver appurato per la duemillesima volta che il kebab/gyros è il piatto più diffuso al mondo, ho anche verificato che si può avere una ottima pseudoamatriciana ovunque:
- usando lonza/capocollo al posto del guanciale
- usando chorizo portoghese
- usando pancetta italiana in svezia
Il nostro ospite italo-svedese a eskilstuna ci ha anche sottoposto un’interessantissimo pollo, spacciato per svedese ma che conteneva salsa di soya, senape francese, doppia panna, margarina e pepe verde. Delizioso, ad ogni modo.
Dopo due mesi fuori dall’irlanda comincio a soffrire l’astinenza da pudding nero.
Ho imparato a cucinare il baccalà in un modo nuovo, a bràs, che non significa alla brace ma “al modo di Bras”. Preparazione lunghetta ma semplice, e sapore squisito. Certo, il fatto che i piatti sporchi siano rimasti in cucina tre giorni appestando di puzza di pesce l’appartamento è stato un problemino.
Amici monodose
Che mi ricordi:
- un diciassettenne italo-ceco che narra le meraviglie di essere un italiano che parla la lingua nativa nell’est europa. Lo sapevamo.
- un austriaco che si mette a discorrere di linguistica, ipotesi di sapir-whorf e wittgenstein. L’austriaco sostiene anche qualcosa riguardo lo scrivere nell’acqua (?) parole in lingue diverse, che poi se congeli l’acqua i cristalli per “amore” in cinese e in tedesco sono uguali (??).
- un irlandese sposato con un’albanese che mi ha parlato per un po’ dell’immigrazione in irlanda, e della guerra in kosovo, dove stava con il contingente italiano e si era trovato bene. Lui è favorevole all’immigrazione, dice che è bello mischiarsi, e faceva il confronto con quando era piccolo, e aveva visto uno di colore ed era rimasto allibito.
- un tassinaro di dublino che sostiene che tutti i fish&chips della città sono gestititi da gente di Cassino (?) .
Nazionalità
In svezia sono andato in giro con un pakistano e a vivere da un italiano. In ungheria sono stato a casa di un portoghese. A milano sono andato a bere con un inglese. Ho trovato baresi ovunque.
Si potrebbero fare riflessioni profonde sulla globalizzazione, sul meticciato culturale, sull’unione europea.
Per me l’unica cosa è pensare che il mondo si divide tra popoli che sanno stare in fila e popoli che non sanno farlo.
Stare in fila è importante, esprime una cultura del rispetto personale, è liturgia dell’ordine e delle regole, espressione di una fiducia in una giustizia superiore, l’individuo che ha il suo posto nella comunità. Api.
Superare, ammucchiarsi, sgomitare è invece la rappresentazione di una cultura del più furbo, e che se non me lo prendo non mi spetta, e non c’è niente su cui fare affidamento. Ma anche di una situazione in cui le connessioni e i rapporti sono tentacolari, imprecisi, incomprensibili ma spesso funzionali. Rampicanti.
In svezia quando ho preso il treno era troppo figo, e ci è venuto il dubbio che fosse la prima classe. La controllora, quando glielo abbiamo chiesto, ci ha sorriso e ci ha detto che, si, il treno che stavamo prendendo aveva effettivamente prima e seconda classe, ma che il vagone meraviglioso su cui eravamo era il più scrauso.
Epperò mentre sto perso perso per strada e guardo la cartina nessuno si ferma a chiedere se serve aiuto.
In irlanda sono andato a portmarnock e sui sedili del treno c’erano i resti di pranzi comprati da McDonald’s.
Ma dopo aver camminato per 7 ore (ignorando il cartello non attraversate la foce in bassa marea, si sprofonda e aver invaso un campo da golf pur di non camminare a ritroso) quando chiedo indicazioni mi offrono un passaggio invece di farmi camminare, e quando perdo il treno un tipo ci ferma e ci dice di non fare l’autostop, nessuno vi darà uno strappo perché è pericoloso. E ci porta lui a dublino.
Negatività
A roma i locali chiudono alle due, a milano la panna sul gelato si paga a parte, a budapest non puoi comprare le cime di rapa, a stoccolma l’alcool si trova solo nello spaccio distrettuale, a galway non vendono carne di coniglio, a dublino non puoi bere per strada.
Però pare che la gente sopravviva comunque.
Conclusions and future work
Dalle nostre ricerche concludiamo che è effettivamente possibile vivere in condizioni avverse ovunque nel continente europeo, e starci bene, sposare una del luogo, trovare un lavoro mediamente onesto, bere, mangiare e drogarsi.
Ogni città è comunque a una distanza incolmabile dall’ideale, il che suggerisce l’acquisto di una piccola isola nel mediterraneo in cui legalizzare i combattimenti tra dinosauri clonati, importare dentisti ungheresi, insegnanti svedesi e fabbricatori di fish&chips di Cassino.
Il progetto è subordinato alla vincita dell’attuale montepremi del superenalotto.


Wow, stavolta ti sei superato, standing ovation. Baresi ovunque!
Comment by Nicola Larosa — October 5, 2008 @ 3:46 pm
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Comment by Elly — June 2, 2011 @ 11:55 am
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