Fra un po’ dovrebbe uscire al cinema (o è già uscito? non sono più aggiornato) un remake di The Day the Earth Stood Still, film culto degli anni 50 per una marea di ragioni.

Ad esempio, perché è una delle prime volte in cui i russi gli alieni non vengono perché ci odiano ma per fare del bene. Effettivamente eliminando il genere umano, ma comunque, in senso positivo. Inoltre, perché è ritenuto uno dei migliori film di fantascienza di tutti i tempi, perché si dice abbia ispirato piani anti-invasione-aliena negli US, e un sacco di altre ragioni.

E per una delle frasi più famose della storia del fantastico: Klaatu! Barada! Nikto!

Questa frase è un’icona, al livello di il mio tesssoro e del saluto vulcaniano con la differenza che potete sentirvi ancora un po’ elite geek perché nel remake l’hanno cancellata e quindi i vostri amici non la capiranno.

A meno che, come i miei, non abbiano passato gli anni ‘80 e ‘90 a vedere film horror (spesso con le mani davanti agli occhi). Infatti, nel 1981 usciva La Casa, un capolavoro del cinema horror con un sacco di sangue, la telecamera che insegue i protagonisti a due centimetri dal terreno (e ogni tanto rimane incastratata nei rami), e una motosega.

Passando attraverso La Casa II si arrivò poi a L’Armata delle Tenebre, che non è più horror ma continua ad avere gli elementi chiave della trilogia: motosega, sangue, e necronomicon ex mortis (o, in alcuni momenti des mortes, e nel primo film “Naturon Demonto”).
Tenete a mente il necronomicon.

Comunque, quando il giovane Ash/Bruce Campbell deve recuperare il suddetto libro si trova a dover pronunciare proprio questa frase. Quasi: klatoo.. verada.. necktie!

Volendo farci caso, la frase ritorna molto ma molto più spesso, nei simpson, in X-Files, in un sacco di film, fumetti, libri. Persino nella barra del titolo del vostro browser, se usate FireFox.

Una volta individuata, è evidente ovunque, come la metafora cristiana di The Day the Earth Stood Still dove il protagonista è buono, portatore di pace, muore e poi risorge. Ah, no, quello era Le Cronache di Narnia.

La frase è diventata un meme, un idea che usa la testa umana per riprodursi e passare alla generazioni successive. Con qualche mutazione, ovviamente, come si addice ad ogni agente.
Bear with me for a moment.

Ad esempio, consideriamo il necronomicon ex mortis, diretto discendente del necronomicon inventato da H.P. Lovecraft per la sua mitologia horror.

Il necronomicon è quello che viene definito uno pseudobiblium, ovvero un libro mai scritto ma citato come se lo fosse. Spesso artificio narrativo, come nei Miti di Chtulu o ne I Promessi Sposi, ma a volte non solo quello.

Ad esempio, la donazione di costantino, quella su cui si basava lo stato vaticano, è una colossale palla. Un documento che viene citato e riferito e di cui non solo non esiste copia, ma che è provabilmente falso. Eppure ha determinato un bel po’ di casini.

Ma torniamo al necronomicon, perché la storia è interessante. Perché il necronomicon non solo è stato citato ed inserito in bibliografie, ma perché pian piano è entrato nel reale.
Ad esempio, è nel catalogo della biblioteca centrale dell’universita della california, e in diversi bollettini per bibliofili.

E, cosa ancora più interessante, la legge italiana ha dichiarato con sentenza del 2001 che il necronomicon non esiste.
Questo perché Fanucci editore aveva pubblicato “Necronomicon. Nuova edizione con sconvolgenti rivelazioni e le tavolette di Kutu”, che fu ritenuto un titolo ingannevole. Nonostante gli autori avessero inserito una prefazione del Prof. Pincus dell’Università Sulcitanea, la gente voleva credere lo stesso.

Chiaramente, dal momento che Loro dicono che non esiste, chiaramente deve esistere (dimostrazione per complotto).

D’altronde lovecraft, nonostante esaurisca la sua vena creativa nella trama

  1. persona non crede nell’occulto
  2. strane cose non descrivibili accadono
  3. persona scompare

è stato un grande autore, soprattutto per aver perfezionato il metodo di Chambers di fare solo vaghe allusioni alle cose impronunciabili che accadono e che il protagonista vede, evitando la banalizzazione.
Chambers, d’altronde, scrisse The King In Yellow che è uno dei capostipiti del genere horror.

Re in Giallo. Quando ne lessi mi sembrò familiare. Poi capii che stavo pensando al Re Rosso di Stephen king.
Ma forse in realtà stavo pensando al Re Rosso di Lewis Carrol in Attraverso lo Specchio? O ai King Crimson?

Non so, ma restiamo su King.
Stephen King ha omaggiato lovecraft diverse volte. In I know what You need ritroviamo il necronomicon, mentre in Jerusalem’s Lot c’è yogsoggoth che altro non è che la divinità lovecraftiana Yog-Sothoth, anche se qui ci arriva tramite un diverso pseudobiblium, De Vermiis Mysteris.

Perché il pantheon dei miti di Chtulu è forse la più clamorosa progenie di uno pseudobiblium, al punto che ormai è ovunque. Hello Chtulu anyone?

Ma la cosa che più mi sorprese fu leggere, nei libri di Terry Pratchett, di quello che successe quando aprirono un negozio di pesce in Dagon street.

Perché io Dagon già lo conoscevo, è in uno dei primi racconti di lovecraft.
Ed è anche in Conan il Distruttore, B-capolavoro con Schwarzenegger (ma non bello come il primo film).

Anche Dagon, semplice divinità acquatica, sta usando la mente umana per perpetuarsi, anche se è dovuto mutare un po’ da quando era veramente adorato. Ma non si può sapere se tra qualche secolo non ricominceremo a sacrificargli vergini. Probabilmente da qulche parte lo stanno già facendo.

In Necronomicon: storia di un libro che non c’è, lessi per la prima volta l’opera del professor Chandra Singh, Considerations upon non existing realities, negli atti del primo convegno internazionale di paraletteratura del ‘75.
(pessimamente tradotto come Teoria Generale dell’Inesistenza Reale).

Singh sostiene che la credenza di massa tende a materializzare il reale.
Ora, non vogliamo certo dire che la verità è la fuori perché ci crediamo, ma ha forse importanza il fatto che la verità ci sia o meno se gli effetti sono gli stessi?
Nel momento in cui si scrivono blog post su analisi critiche su saggi su studui bibliografici su traduzioni del Necronomicon, che importanza ha che il libro non esista?

La realtà rimane concreta solo per un paio di link, se la terza pagina non esiste non ha nessuna importanza.

Io per esempio, continuo a bloggare convinto ci sia qualcuno out there che legge i miei post fino alla fine.
Caro Lettore, anche se non ci sei, mi fa piacere che tu sia qui.