PDI^2

No, davvero.

italia, fastidio January 14, 2009 11:14 am (Save post)

C’è gente che ancora è convinta che milano-roma == alitalia o meridiana.
Pensate che, con un leggero fastidio in più (arrivando a bergamo), prenotando oggi per oggi, senza alcuna astuzia tipo aver preso i biglietti quando costavano meno, i voli costano 40 euri.
Con alitalia costerebbero 167, e c’è gente che ancora ci vola. No, davvero.

Alemanno, il sindaco di quella che ancora tecnicamente è la città che considero mia, pensa di eliminare crimine e insicurezza (fun fact: a roma ci sono meno omicidi che a stoccolma) proibendo la vendita di alcolici dopo le 21. Mio fratello ha commentato “cavolo, non posso prendere l’ammazzacaffè” prima di realizzare che spesso alle 21 non è neanche ancora a cena. Ma in realtà alle 21 si proibisce l’alcool da asporto. Perché, come si sa, se uno si ubriaca su corso vittorio è molto meno pericoloso che se si ubriaca nel bar su corso vittorio. No, davvero.

Spagna, Irlanda, Grecia e Portogallo hanno ricevuto warning per il loro rating, cioè a breve potebbero venire degradati, quindi verranno considerati meno affidabili, e plausibilmente l’euro si svaluterà un po’. Con tutto il casino che stiamo facendo qua in italia a noi ancora non l’hanno rifilato. No, davvero.

Il prof. fuggetta si perplime che si voli sopra l’islanda per andare in USA:

Tra l’altro, faceva una rotta incredibile passando su Islanda e Groenlandia.

Prof, la terra è rotonda, la distanza più breve tra roma e new york passa sopra l’irlanda, non la spagna. man lossodromica e ortodromica. No, davvero.

Via fèisbùc ho ricevuto questo simpatico link. Perché sembra che da noi il problema del trasporto sia ridicolo, ma dopo aver vissuto in irlanda posso almeno dire che è ridicolo anche lì. No, davvero.

Ogni mattina mi sveglio più arrogante e pieno di me. Credo dovrei smetterla. No, davvero.

La teoria del cigno nero

personale, fastidio October 16, 2008 8:29 am (Save post)

Da un po’ continuo a leggere questi commenti sul Dr. Taleb.

Egli ha sviluppato la teoria del cigno nero, che a leggere wikipedia sembra una forma elaborata del concetto:

non si sa mai quello che ti capita

Ovvero, pensavi che esistessero solo i cigni bianchi è? Usavi dire “è un cigno nero” come espressione di impossibilità mh?
E invece ecco qua, in un altro continente di cui fino a un secolo fa non sapevi neanche l’esistenza i cigni neri esistono e tu, stupido idiota che non consideri la vastità dello spazio e della creazione divina che ci sono più cose in cielo e in terra di quante possa sognarne tua zia filomena dopo un chilo di peperonata a cena avresti dovuto considerare che ah-ah puoi sbagliarti perché non si può fare una teoria quando uno non considera tutte le variabili in gioco che è anche il motivo per cui non ci sono teorie del gioco utili a vincere a montecarlo sebbene esistano teorie dei giochi che non c’entrano niente ma che forse sono il motivo per cui i Lloyd non assicurano il gioco e la fedeltà delle mogli, brutte donnacce che vanno in turchia appena uno gira gli occhi che poi è una nazione di invasori e oppressori pensa al kurdistan o a cipro..

Ovvero, eventi casuali e completamente imprevisti accadono continuamente alla faccia di chi pensa di arginarli.
La pagina di wikipedia fa esempi presi dalle teorie di taleb di inattesi cigni neri, ovvero di eventi che finché non sono successi non se li aspettava nessuno:

  • la prima guerra mondiale (perché nei 100 anni precedenti il mondo era stato così pacifico)
  • l’ascesa di internet (che ovviamente popped into existence dal nulla, quando idee di comunicazione tra computer erano del tutto sconosciute, e in soli 50 anni!)
  • il computer stesso (forse il transistor? I concetti di calcolatore automatico sono stati sviluppati talmente tante volte in modo parallelo che a un certo punto era praticamente necessario che esistesse)
  • gli attacchi dell’11 settembre (lo ammetto, quello era un po’ sorprendente, ma da buon lettore di fantascienza, so che psicostoriograficamente parlando gli eventi singoli sono irrilevanti, e se si considera come “ci saranno conflitti tra occidente e fondamentalismo arabo”, beh, è una cosa che accade da trent’anni)

Insomma, ’sto Taleb dice spaventose ovvietà ricoperte di formule oppure dice incredibili puttanate da persona non informata oppure ha una comprensione profonda della materia che io non avrò mai vista la mia profonda allergia al calcolo delle probabilità, o infine, come è più probabile, semplicemente io non ho capito quello che wikipedia mi sta dicendo ?

Caro Lettore, dimmelo tu, quantomeno consigliami se mi devo comprare il libro.

Perché il libro sembra interessante, ma se leggo un’altra cosa scritta da un economista che tira fuori formule e numeri ex aere (gli economisti hanno ottime teorie per spiegare quel che è successo e che non indovinano quel che succederà [cit]) ho paura di innervosirmi.

Allo stesso modo, temo fortemente di trovarmi di fronte a interpretazioni come la teoria del caos in jurassic park (no, non significa “tutto andrà a puttane in un sistema complesso”, casomai “un complesso va a puttane in modo sistematico”, verificate con una band qualunque). Io sono un cazzone e una persona relativamente ignorante, ma certe cose mi fanno stranire lo stesso.

Reporters sans frontièrs: italia 35° al mondo per libertà d’informazione

italia, fastidio October 21, 2007 9:14 am (Save post)

Attenzione: questo articolo potrebbe contenere falle logiche & basate su realtà inesistenti

Come ogni anno, arriva l’autunno, le mosche rompono i coglioni, e viene fuori un report che dice che in italia non c’è libertà di stampa. Quest’anno siamo trentacinquesimi, e cito:

Italy (35th) has also stopped its fall, even if journalists continue to be under threat from mafia groups that prevent them from working in complete safety.

E già, la non-indipendenza dell’informazione in italia è data dalle minacce della mafia, non come avete sempre pensato, dal finanziamento pubblico ai quotidiani, o dal duopolio televisivo.

Sembra anche che i giornalisti italiani non facciano inchieste in quanto sono appesantiti dalla pasta, non vogliono sporcare i loro vestiti eleganti e rompere i propri preziosi mandolini.

La cosa più irritante è che i dati vengono da un qualche partner italiano di RSF, ma dal sito non riesco a capire quale .

Ora, per rendervi conto di quanto l’indice di RSF sia solo un’indicazione vaga e ogni persona che lo citi sia idiota, cercate di capire come viene stilato:

To compile this index, Reporters Without Borders prepared a questionnaire with 50 criteria that assess the state of press freedom in each country

Dunque, c’è un questionario che viene compilato da organizzazioni indipendenti per la difesa della libertà (CSOA Mau-Mau? Ordine dei Giornalisti? Commissione ministeriale?).
Il questionario contiene cose come queste: “nell’ultimo anno un giornalista è stato ucciso, o ferito, o aggredito?“.

Ma scusa, diranno ora i miei piccoli lettori, non si favoriscono le nazioni che hanno poca criminalità e che sono meno popolose ?
Non si favoriscono addirittura le nazioni che hanno città più piccole ?
Ma davvero l’indice indica, indicativamente, che se un giornalista rischia di essere messo sotto da un pirata della strada, nel paese non c’è libertà di stampa?

Veramente l’indice che indica la libertà di espressione l’anno prossimo vedrà l’italia scendere perché l’altro ieri Lamberto Sposini è stato picchiato per strada?

Non lo so lettore, mi piace pensare che queste cose siano poi pesate in base alle dimensioni delle nazioni. Poi guardo la classifica, e le prime dieci nazioni, con numero di abitanti:

  1. Islanda (0.3)
  2. Norvegia (4.6)
  3. Estonia (1.3)
  4. Slovacchia (5.3)
  5. Belgio (10)
  6. Finlandia (5.2)
  7. Svezia (9)
  8. Danimarca (5.4)
  9. Irlanda (4.2)
  10. Portogallo (10)

cioè, sommandoli tutti, viene meno della popolazione italiana.
Da sottolineare anche che Lisbona, capitale del portogallo, ha la metà degli abitanti di Torino.

Sommando il punteggio giornalisti-e-blogger-ammazzati-e-minacciati dei primi dieci viene 14 che è di più di quello dell’italia (11.25), che è irrilevante, ma mi sto calando nel ruolo di giornalista per cui devo darvi informazioni fuorvianti.

Per trovare una nazione di dimensioni comparabili al Bel Paese dobbiamo scendere al ventesimo posto della germania, o al ventiquattresimo del regno unito.
Che sono più civili di noi, e temo non mi servisse RSF per saperlo.

Ah, l’Ungheria (10 milioni) è in discesa al 17esimo posto. Probabilmente il fatto che l’anno scorso ci siano state manifestazioni & mezze rivolte durate mesi per via di uno scoop giornalistico è indice di repressione, in quanto un giornalista potrebbe essere stato ferito durante le riprese delle sassaiole sulla polizia. Fico, no?

Io odio: la lingua inglese

personale, fastidio October 15, 2007 12:26 pm (Save post)

Spesso mi capita di scoprire che in inglese non esiste un termine, e mi capita abbastanza spesso da irritarmi di fronte alla povertà lessicale inglese. Che poi va a capire se è vero, o se sono solo io che fraintendo.

La parola del giorno è: sisu che è una parola finlandese.
I finlandesi sono un popolo tosto, che ogni tanto viene invaso, parla una lingua che non c’entra una mazza con niente e hanno un freddo della madonna.

Per cui, hanno questo termine, che la wikipedia inglese illustra:

Sisu is a Finnish term that could be roughly translated into English as strength of will, determination, perseverance, and acting rationally in the face of adversity. The equivalent in English is “to have guts”, and indeed, the word derives from sisus, which means something inner or interior.

Oh, carattere.

Io odio: chi l’italia non la vede (2/??)

italia, fastidio July 16, 2007 9:44 pm (Save post)

Continuo il veleno, scusate ma è una giornata così.

Nel blog di ZV un bel consiglione a veltroni ma diamo importanza alla creatività e all’innovazione tecnologica in ‘italia!“. Bello, giusto.

E leggo

Da noi le cose sono esattamente all’opposto. Se si potesse usare l’espressione “internet italiana” si dovrebbe rappresentarla come un luogo inospitale, pieno di chiacchiere e senza vere realtà creative.
[…]
La nostra tecnologia, i contenuti della nostra internet sono o la “localizzazione” di cose americane, o il marketing delle grandi aziende di telecomunicazione e per il resto tanta chiacchiera avvelenata.

A me, al volo, ne vengono in mente parecchi di creativi, da quelli che vengono candidati come giovane imprenditore europeo dell’anno a quelli che il citizen journalism lo implementano invece di parlarne, da quelli che lavorano con gli americani a quelli che gli americani li fanno lavorare. E quelli che hanno idee talmente grosse da fare paura, e quelli che hanno idee talmente semplici da farle usare a una marea di gente .

Io con la gente che vuole fare e che sa fare ci parlo di continuo, e scusate se non vi cito tutti, ma se mi conoscete sapete già la stima che ho per voi.

Siamo un paese del cazzo, certo. Abbiamo un sacco di problemi, come no. Lo stato non aiuta e gli investitori si cagano addosso.

Però sarebbe bello che quando facciamo qualcosa i compatrioti ci cagassero, invece di continuare a darsi consigli e stilare manifesti.

Io odio: i turisti americani in treno (1/??)

fastidio 4:56 pm (Save post)

Io odio i turisti americani in treno.
Non tutti, ovviamente, c’è pure gente normale, ma in particolare le famiglie composte di un numero tra 4 e 28 elementi, in cui:

  • i bambini urlano e si lanciano oggetti
  • tutti si tolgono le scarpe, il che dopo sette ore a passeggiare per roma rende il vagone impraticabile
  • lasciano cartacce, bottigliette, incarti del McDonalds, biglietti e giornali sui sedili e per terra
  • gli adolescenti decidono di far sentire hip hop a me che cerco di leggere e/o studiare e/o parlare con qualcuno. Perché le cuffie non sono trendy e/o vogliono farci capire quanto son fighi, credo
  • tutti mettono i piedi sul sedile di fronte, e io devo chiedergli di levarli se voglio sedere
  • alcuni decidono che il sedile di fronte non è abbastanza azzardato e lasciano impronte di piedi (sporchi) sui poggiatesta, i finestrini, il sedile di lato e sul coso per le cartacce di cui non ricordo il nome
  • i bambini mettono il nintendo DS a palla, credo, o sono in grado di emettere dei rumori ultrasonici

Non sarò corretto, ma mi auguro che la nave su cui vi state per imbarcare a civitavecchia affondi e le scialuppe che userete per salvarvi siano bucate.

le mie due lire: google mangia feedburner & panoramio

web, fastidio June 5, 2007 8:45 am (Save post)

Potremmo fare i discorsi del tipo “papà, tu dov’eri quando google ha spento internet?” ma di mattina la paranoia è a livelli bassi. Linko berny, che è l’unico che abbia letto nella lingua di Dante a fare un commento un po’ critico.

Ma mi dispiace che google si sia pappato feedburner, per vari motivi.
Primo, il servizio di feedburner era innovativo, interessante e porca miseria il supporto mi ha sempre risposto nell’arco di 6 ore. Le garanzie che rimanga così non ci sono. Ammetto che mi è sempre sembrato implementabile in due settimane, mod layout.

Secondo, effettivamente è un po’ inquietante che una percentuale massiccia dei link cliccati nel mondo potrebbero essere serviti, e tracciati, da google,

Terzo, feedburner ha un’ottima tradizione di api aperte, Google la sta perdendo.

Ma soprattutto è triste se guardiamo in retrospettiva alle ultime acquisizioni di google, tra cui: panoramio, feedburner, youtube, doubleclick, writely.
Escludiamo doubleclick, che chiaramente è web 0.2 e quindi non è nella stessa categoria degli altri.
L’unica strategia commerciale di panoramio, youtube e writely è stata diventare famosi e vendere. In alcuni casi, come per writely, il business plan era “vendiamo a google“, dichiaratamente.

Feedburner d’altro canto aveva una possibilità di farcela da solo. Aveva gli inserzionisti, il feed advertising ha grosse potenzialità, era leader nel mercato e senza concorrenti importanti. Aveva anche fatto acquisizioni importanti, e avevano una visione.

Perché cavolo han venduto a google? Gli avranno dato una marea di soldi, in pieno stile bolla2.0?
Probabile. Ma la mia paura è che abbiano venduto perché era un offerta che non potevano rifiutare, in pieno stile padrino2.0.

Prendi questi numerosi sacchi di soldi, e sbrigati. Se non lo fai saremo costretti a entrare nel tuo mercato. Non sarà molto faticoso, perché

  • abbiamo già l’infrastruttura per scalare all’infinito
  • abbiamo già il polling dei feed
  • abbiamo già gli inserzionisti
  • abbiamo già il sistema di statistiche
  • abbiamo parecchi milioni di utenti già nella nostra rete, tu neanche cinquecentomila

ci faresti perdere tempo e sprecare soldi, ma ti spazzeremmo via e spenderemmo meno che per acquistarti.

Certo, puoi fare come ICQ, non vendere e proseguire da solo.
Si ti ricordi, quell’instant messenger che andava tanti anni fa, prima che microsoft decidesse di annichilirlo.

Sono LarrySergey dei googleborg. La resistenza è futile, preparatevi ad essere assimilati.

Il costo delle caste

personale, fastidio May 25, 2007 10:52 am (Save post)

Visto che figata i dati di montezemolo? Il quirinale cha costa 4 volte buckingham palace, l’apparato statale italiano che costa come quello italiano+tedesco+spagnolo+francese

Cose che si sapevano, ma l’Autore si sente di estendere il discorso.

Gli imprenditori italiani sono in larga parte degli incompetenti vigliacchi che campano con l’assistenzialismo.
Se ci fossero dei limiti oggettivi non ci sarebbe neanche una compagnia nostrana ai vertici mondiali nel proprio settore, invece ne abbiamo svariate in campi assortiti (de longhi, mossi&ghisolfi, martini&rossi, ferrero, fincantieri). Manca l’informatica, ma ci sarà, perché c’è gente capace.

I sindacati italiani, sono strutture visibilmente dannose.
Abbiamo il più alto numero di morti sul lavoro e le retribuzioni più basse, qualsiasi tentativo di rinnovamento è respinto in modo acritico, e cose assolutamente normali (come licenziare i dipendenti pubblici inutili) vengono rifiutate in toto in nome della stabilità granitica del sistema.

L’associazionismo italiano è una visione desolante di lotte interne, elitarismo, politicizzazione, clientelismo e gestione delle rendite da posizione.

Vabè, detto questo, rimando alla lettura dell’articolo “i costi delle caste“. In realtà volevo postare solo il link, ma poi ho pensato che cavolo, era parecchio che non mi lamentavo.

Post Archivio degenerato in pippone, 3/3

personale, blogosfera, fastidio March 9, 2007 11:52 pm (Save post)

Seguito il mio sfogo riepilogativo, prima parte e seconda parte andatele a recuperare, questo post è a proposito di link.

Il primo link in uscita voglio darlo a gianluca, cercando di fargli raggiungere il top nei risultati di google per il suo nome.
Io sono solo in quarta posizione, ma ho dei concorrenti difficili: gabriele cirilli, gabriele d’annunzio e san gabriele.

Mi chiedo se anche loro, ogni volta che conoscevano qualcuno, si sentivano dire “ah, come l’angelo”. Voglio dire, non è fastidioso, ma è una cosa interessante che tutti si ricordino del tizio con le ali, piuttosto che di un qualsiasi altro gabriele. E tra l’altro era arcangelo, rispettiamo le gerarchie angeliche, per favore.

Torniamo ai link. Volevo fare una riflessione, ancora, sulla massificazione dei blog, e sulla trasformazione di essi in canali comunicativi monodirezionali.
La mia teoria è che la blogosfera, per quanto rimanga più aperta dei media tradizionali, tende comunque ad una trasformazione in medium di massa, con pochi protagonisti iperinfluenti e poco reattivi alle istanze degli utenti/microproduttori di contenuti. Esempio mio: grillo. Giovanni mi dice però che lui non è un blogger.

Provo dunque un micro esperimento di analisi, basato su dati sottratti a blogbabel, che è il punto di riferimento a riguardo, imo.

WARNING: tutti i dati contengono errori, e oltretutto ho cercato di farmi venire i conti, se li volete più esatti ve li calcolate, io sarò felice di vederli e linkarvi.

Bene, i primi dieci blog, escludendo grillo, sono: pandemia, macchianera, downloadblog, manteblog, tvblog, autoblog, andrea beggi, melablog, qix, daveblog. Scusate se non linko, ma sono tutti nella home di blogbabel , e ci metto un’ora a scrivere gli url :)

Guardando i loro feed, al momento, i link verso blog italiani (d’ora in poi: link significa solo quelli verso blog italiani) sono circa 80.
Se da questi si eliminano i post fuori scala (quelli con moltissimi link, ma estemporanei, tipo “la mia z-list”) sono un terzo in meno. Se due link verso lo stesso blog vengono contati come uno, ne rimangono una ventina. I feed mostrano un numero di post tra 10 e 20 (oddio, mi è parso anche di più, ma ho la febbre), facciamo una media di 15, significa meno di 30 link su 150 post, ovvero un link in uscita ogni 5 post.

Non è molto, ma effettivamente credevo fosse meno, quindi ho cercato vie più subdole per manipolare i dati.

Se si prova a togliere, per ogni feed, i due post con più link e i due post con meno link, cosa che in teoria dovrebbe ridurre gli errori statistici, rimangono circa dieci link, su un totale di circa 110 post, che è una cosa vicina a 0.09 link per post. Abbondiamo, facciamo 0.1.

Significherebbe che i top 10 blog italiani, quelli che teoricamente influenzano di più, i dieci che sommati hanno più lettori degli ultimi mille, linkano qualcun’altro solo una volta su dieci.

E, dettaglio preoccupante: magari linka un altro nei primi 10.

Per non essere troppo disonesti, va detto che se si escludono i nanopublisher le statistiche sono molto diverse, le implicazioni sono parecchie ma sono troppo malato e me ne vado a letto.

Buon weekend, Caro Lettore, la prossima settimana si torna a parlare di programmazione.

Post Archivio degenerato in pippone, 2/3

personale, web, fastidio 10:24 pm (Save post)

Seguo dalla prima.
Dicevo di carceri, e di statistiche. Vediamo se ricordate cosa è successo 7 mesi fa. È una cosa grossa, l’unico vero voto bipartisan che c’è stato in questa legislatura… Bravo Lettore, l’indulto! Su lavoce.info c’è un bell’articoletto di ieri, con tanto di statistiche, sulla non-notizia, ovvero sul cosa cavolo è successo a quelle 25mila persone che sono uscite di carcere.

E si da addosso a un certo giornalismo. Cazzarola, mi pare ovvio, nella mia esperienza non ne esiste altro.
Ah beh, scusate, come mi insegna deelan, esiste ancora dagospia.

Certo, ci sarebbe da sperare nei nuovi media. E porco diavolo, una volta tanto posso dire che c’è una cosa che mi piace nel panorama italiano del citizen journalism. FaiNotizia, uscito fuori dal cilindro di radioradicale, e che rispetta tutti i dettami del 2.0. Ci sono i tag, i microformat, la socialità, la parola “blog”, la licenza creative commons.
Per onestà, secondo me pure NotizieFlash, ha potenzialità, ma ancora inespresse.

E già che ci sto, pure YouKuki mi piace. non c’entra niente con le notizie, ma è un altro sito 2.0 italiano dedicato alla sondaggistica, quindi c’entra con la statistica. Non mi ricordo a chi ho rubato il link, quindi niente linklove blogosferico :/.

Ah, e a proposito di linklove, vi rimando alla terza parte di questo hyperrant.

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